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A SIMPLE SOLDIER

RECENSIONE

A SIMPLE SOLDIER - DA REGISTA A SOLDATO CON LA NECESSITÀ DI DOCUMENTARE - SPECIALE BIOGRAFILM 2026

​Il documentario di Artem Ryzhykov e Juan Camilo Cruz, presentato nel concorso internazionale del Biografilm Festival 2026, è una progressiva e lacerante discesa nella disumanizzazione del fronte, con lo scorrere dei giorni dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina che scandiscono la perdita della dignità individuale, per lasciar spazio alla metamorfosi in pedina bellica, in un semplice soldato.

Ma per quanto la guerra ti disumanizzi, se sei un regista, resti un regista; e dunque sai perfettamente come si costruisce un’immagine, che valore ha e che narrazione darle. È quello che accade ad Artem Ryzhykov, soprannominato Canon sul fronte, cineasta che si arruola in prima linea e decide di documentare l’esperienza bellica.

A Simple Soldier mira a restituire la guerra per quello che è, senza elemosinare sulle ferite, sulle morti, e sul sangue che si sta continuando a versare dal 2022. L’obiettivo è quello di lavorare sulle immagini — che alternano POV simil FPS realizzati da Ryzhykov, auto-rappresentazione e pura osservazione — per ribaltare la concezione audiovisiva della guerra, quella fatta spesso di imprese sognanti ed estetizzazione. La crudezza di ciò che Ryzhykov cattura con la sua macchina da presa — la stessa che durante la narrazione del documentario verrà prima soprannominata arma e successivamente giocattolo — proietta lo spettatore nel rapporto con la perdita della quotidianità rassicurante.
Foto
​Quante volte nell’iconografia cinematografica — e non solo — abbiamo visto sostituire l’arma con una macchina da presa? David Hemmings di Blow-up impugnava la sua fotocamera come se fosse una Magnum, e la riponeva nel cassetto come fanno i sicari dopo aver terminato un lavoro. In A Simple Soldier il passaggio dalla macchina da presa al Kalashnikov oltrepassa la finzione narrativa, avviene realmente all’interno della vita di Artem, che non metterà da parte la sua passione per il video making, trasformandolo in uno strumento. E da regista, sa esattamente cosa filmare, come farlo e quando costruire drammaticamente l’apice della sua emotività (lo farà attraverso un urlo in macchina all’ennesima menzogna putiniana ascoltata al radiogiornale).

Perché A Simple Soldier è un documentario sulla perdita di umanità sul fronte, ma non del proprio rapporto con le immagini, quello è impossibile scalfirlo, anche sotto le granate e con in mano un fucile.
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Di Saverio Lunare
08/06/2026

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