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ANYTHING THAT MOVES

RASSEGNA BUIO

ANYTHING THAT MOVES: LA CHICAGO GRINDHOUSE IN 16MM - SPECIALE BUIO

La rassegna Buio prosegue la sua programmazione al cinema Europa di Bologna. Come ogni maledetto e gelido lunedì, il cinema di via Pietralata — a due passi dall’iconica via del Pratello — si tinge di rosso. Questa settimana è stato proiettato il film vincitore del ToHorror, il festival del cinema fantastico che si tiene nel capoluogo piemontese.

Anything That Moves di Alex Phillips è un viaggio all’interno della Chicago grindhouse fatta di sesso a pagamento, droghe, sbirri edonisti e fatiscenti locali. Dimenticatevi la città del burlesque e dei Bulls, nel film di Alex Phillips viene estremizzata la Chi-raq nascosta per omaggiare il cinema porno/horror anni ‘70. L’idea di Phillips è quella di girare il suo film nella maniera più vicina possibile a quel tipo di circuito ormai scomparso. Per farlo utilizza una macchina in 16mm messa a disposizione dalla Vinegar Syndrome (produttrice del film), attori provenienti dalla città dell’Illinois e vecchie star del cinema porno.
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Liam (Hal Baum) è un rider del sesso che offre prestazioni a pagamento come se fosse un classico delivery che consegna cibo a domicilio. Quando i suoi clienti vengono uccisi in serie e con le stesse modalità — con una banconota colorata inserita nel cranio — Liam diverrà presto il primo sospettato.

Anything That Moves cavalca l’effetto nostalgia, proiettando lo spettatore nell’exploitation e concedendogli l’opportunità di fare un’esperienza pienamente anni ‘70 — sublimata dalla proiezione in sala — in cui il sesso, il sangue e gli omicidi si fondono all’estetica psichedelica della Chicago notturna messa in scena da Phillips.
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Il ruolo sociale del rider — costretto ad accettare tutto, come sottolineato dal titolo del film — viene connesso a quello del sex worker, e la creazione dell’app — identica a Glovo, Just Eat et similia — è un esilarante inserto contemporaneo, finalizzato a una disturbante immedesimazione da parte dello spettatore — con tanto di mancia pagata direttamente attraverso l’app — attraverso un’attività ormai divenuta quotidiana.

Certo, se da Anything That Moves si toglie quella magia esperienziale data dalla macchina del tempo e dello spazio, non resta molto. Ma il fascino di vedere in sala nel 2025 uno di quei film che vanno a vedere i protagonisti degli slasher poco prima di essere ammazzati è innegabile e ormai (quasi) irripetibile.
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Di Saverio Lunare
02/12/2025

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