Addiction Cinema
  • Home
  • I migliori film dell'anno
  • Sostieni Addiction Cinema
  • FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA
  • Biografilm Festival
  • Il Cinema Ritrovato
  • RASSEGNA BUIO
  • Home
  • I migliori film dell'anno
  • Sostieni Addiction Cinema
  • FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA
  • Biografilm Festival
  • Il Cinema Ritrovato
  • RASSEGNA BUIO
Search by typing & pressing enter

YOUR CART

BALLERINA

RECENSIONE

BALLERINA - UNO SPIN-OFF CHE NON COLPISCE IL BERSAGLIO

Dopo appena due anni dall’uscita di John Wick 4, apparentemente ultimo capitolo della saga, ci ritroviamo ancora una volta nel mondo del sicario più famoso degli ultimi anni. Questa volta, però, il protagonista non è più Keanu Reeves, ma Ana de Armas, in uno spin-off che vorrebbe rilanciare questo universo, dopo la deludente miniserie The Continental, ma che, ancora una volta, spreca molto più di ciò che ha a disposizione.
 
Eve Macarro (Ana de Armas), a seguito della morte del padre per mano di una setta guidata da “Il Cancelliere” (Gabriel Byrne), decide fin da piccola di entrare nella Ruska Roma, una congrega dove le bambine crescono imparando l’arte della danza e vengono istruite a diventare delle Kikimora, figura folkloristica slava con il duplice compito di protettrice/assassina.
Dopo più di un decennio di addestramento Eve è pronta ad affrontare le sue prime missioni, ma durante uno di questi incarichi, viene aggredita da un uomo appartenente alla setta che aveva ucciso suo padre. Questo evento scatenerà in Eve uno spirito vendicativo che arriverà a farla agire contro la propria setta e contro, addirittura, a Baba Yaga (John Wick).
 
Quello che ha sempre contraddistinto i quattro capitoli della saga di John Wick, anche in quelli minori, era il fatto che, durante i combattimenti, ogni personaggio avesse il proprio tratto caratterizzante: da Sofia Al-Azwar, interpretata da Halle Berry, con i suoi due cani addestrati, allo scagnozzo di Zero, interpretato da Yayan Ruhian, artista marziale, conosciuto soprattutto per il suo ruolo in The Raid e The Raid: Berandal, i due film precursori della saga di John Wick, infine Caine, interpretato da Donnie Yen, caratterizzato da uno stile di combattimento unico, data la sua cecità. Si potrebbero elencare molti altri personaggi che hanno reso unici le precedenti pellicole. 
Foto
In Ballerina, invece, ciò che manca è proprio la diversificazione e la caratterizzazione degli scontri (e di conseguenza dei personaggi che ne sono protagonisti), risultando delle brutte copie o delle versioni Alpha dei combattimenti a cui ci ha abituati la saga.
 
Non aiuta la caratterizzazione del personaggio di Ana de Armas che è costretta a essere la copia femminile di John Wick, capace di reprimere i propri sentimenti sotto una maschera mono facciale che all’attrice cubana non riesce quasi mai.
Inoltre le scene d’azione più memorabili sono quelle che coinvolgono Keanu Reeves (che non è una buona pubblicità per il film) nel terzo atto, che è sicuramente quello più riuscito e intrattenente, grazie a delle trovate che per quanto semplici e a volte un po' tamarre (i gunfight lasciano spazio prima ad uno scontro tra lanciafiamme e poi ad uno tra lanciafiamme e un idrante a muro), donano un minimo di personalità ad un’opera che per tutta la prima parte è il banale “film d’azione medio americano”.

Questo, però, non salva un film che aveva tutte le carte in regole per poter essere un nuovo inizio per il franchise, ma che invece si accontenta troppo spesso e si arrende ad essere un episodio di passaggio che verrà dimenticato molto presto.
Clicca qui per sostenere Addiction Cinema
Di Andrea Rossini
01/07/2025

Email

[email protected]