I REGISTI DI VENEZIA 82: BENNY SAFDIE, LE ODISSEE URBANE DELLA QUOTIDIANITÀ
Ritenuti internazionalmente gli enfants prodiges del nuovo cinema indipendente americano, i fratelli Safdie sono ora pronti a intraprendere due percorsi registici separati dopo più di 15 anni di collaborazione.
La loro carriera festivaliera iniziò molto presto, nel 2008, quando nella sezione “Directors’ Fortnight” del Festival di Cannes vennero presentati i loro primi due lavori: The Pleasure of being robbed (diretto solo da Josh Safdie) e The Acquaintances of a Lonely John (diretto solo da Benny Safdie).
Il rapporto tra i fratelli Safdie e il Festival del cinema di Venezia, invece, inizia poco dopo, nel 2010, con il cortometraggio John’s Gone presentato nella sezione Orizzonti. Un lavoro sicuramente non indimenticabile, ma già maturo nelle caratteristiche che contraddistingueranno i due fratelli: una regia sempre ad altezza uomo, che si immerge insieme ai protagonisti nelle strade affollate di una New York periferica, mai raccontata, dei personaggi alla ricerca continua di riscatto, ma che non fanno altro che peggiorare la propria situazione e uno stile iper-realistico, a metà tra il documentario e la fiction.
Quattro anni dopo vengono presentati nuovamente nella sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia, questa volta con un lungometraggio: Heaven Knows What. La vicenda è incentrata sulla relazione disfunzionale di una giovane coppia tossicodipendente, mentre lo sfondo è ancora la New York più underground e frastornante.
La loro carriera festivaliera iniziò molto presto, nel 2008, quando nella sezione “Directors’ Fortnight” del Festival di Cannes vennero presentati i loro primi due lavori: The Pleasure of being robbed (diretto solo da Josh Safdie) e The Acquaintances of a Lonely John (diretto solo da Benny Safdie).
Il rapporto tra i fratelli Safdie e il Festival del cinema di Venezia, invece, inizia poco dopo, nel 2010, con il cortometraggio John’s Gone presentato nella sezione Orizzonti. Un lavoro sicuramente non indimenticabile, ma già maturo nelle caratteristiche che contraddistingueranno i due fratelli: una regia sempre ad altezza uomo, che si immerge insieme ai protagonisti nelle strade affollate di una New York periferica, mai raccontata, dei personaggi alla ricerca continua di riscatto, ma che non fanno altro che peggiorare la propria situazione e uno stile iper-realistico, a metà tra il documentario e la fiction.
Quattro anni dopo vengono presentati nuovamente nella sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia, questa volta con un lungometraggio: Heaven Knows What. La vicenda è incentrata sulla relazione disfunzionale di una giovane coppia tossicodipendente, mentre lo sfondo è ancora la New York più underground e frastornante.
La svolta avviene nel 2017, quando Good Time viene presentato in concorso al 70º Festival di Cannes. Il film ebbe una distribuzione limitata al cinema, ma col tempo riuscì a guadagnarsi l’appellativo di cult. Le tematiche sono le solite, la città è la stessa e i personaggi portati in scena dai fratelli Safdie sono sempre più dei piccoli criminali (crooked men) disposti a qualsiasi cosa pur di salvarsi e in questo caso, salvare il proprio fratello. Ciò che invece cambia è la consapevolezza con cui questi due giovanissimi registi riescono a portare in scena la quotidianità di persone dimenticate, messe da parte e renderla un’incredibile odissea urbana.
Diamanti Grezzi, ultimo grande progetto del duo, vede Martin Scorsese come produttore esecutivo, e racconta la storia travagliata del gioielliere ebreo Howard Ratner (interpretato in modo eccelso da un Adam Sandler irriconoscibile) in cerca di riscatto familiare, sociale e lavorativo.
Nel 2022 era stata annunciata una nuova collaborazione tra i fratelli Safdie e Adam Sandler, ma a metà 2023 i due fratelli comunicano la loro separazione lavorativa. I due non escludono che questa divisione possa durare per sempre, sembrano voler percorrere strade diverse e questo lo si nota dai progetti in cui sono coinvolti: Josh, con l’atteso Marty Supreme, sembra essere interessato a continuare a raccontare la loro città natale e sfondo della maggior parte dei loro film, New York.
Benny, invece, con The Smashing Machine, che vedremo alla 82ª edizione della Mostra del Cinema di Venezia, sembra abbandonare quel caos che caratterizzava la quotidianità della Grande Mela. Il film sarà incentrato sulla vita di Mark Kerr, un ex lottatore UFC che vinse molto a inizio carriera, ma che per colpa di diverse scelte sbagliate terminò la sua vita da wrestler dopo appena 7 anni.
Dopo più di 10 anni uno dei due fratelli Safdie tornerà al lido di Venezia e chissà che non possa avere la consacrazione definitiva proprio con un progetto diretto in solitaria.
Nel 2022 era stata annunciata una nuova collaborazione tra i fratelli Safdie e Adam Sandler, ma a metà 2023 i due fratelli comunicano la loro separazione lavorativa. I due non escludono che questa divisione possa durare per sempre, sembrano voler percorrere strade diverse e questo lo si nota dai progetti in cui sono coinvolti: Josh, con l’atteso Marty Supreme, sembra essere interessato a continuare a raccontare la loro città natale e sfondo della maggior parte dei loro film, New York.
Benny, invece, con The Smashing Machine, che vedremo alla 82ª edizione della Mostra del Cinema di Venezia, sembra abbandonare quel caos che caratterizzava la quotidianità della Grande Mela. Il film sarà incentrato sulla vita di Mark Kerr, un ex lottatore UFC che vinse molto a inizio carriera, ma che per colpa di diverse scelte sbagliate terminò la sua vita da wrestler dopo appena 7 anni.
Dopo più di 10 anni uno dei due fratelli Safdie tornerà al lido di Venezia e chissà che non possa avere la consacrazione definitiva proprio con un progetto diretto in solitaria.
Di Andrea Rossini
11/08/2025