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BROKEN VOICES

RECENSIONE

BROKEN VOICES - LE VOCI SPEZZATE DAL POTERE MASCHILE NEL CORO CECOSLOVACCO - SPECIALE BIOGRAFILM 2026

​Il film del regista ceco Ondřej Provazník si inserisce perfettamente in tanto cinema contemporaneo che sta ragionando sui ruoli e abusi di potere da parte delle vecchie generazioni da posizioni privilegiate e autoritarie, nei confronti di quelle nuove. Per restare in tema direttori musicali, Tár di Todd Field ne è uno degli esempi più illustri. Broken Voices non si avvicina a quei livelli di complessità — e probabilmente non è nemmeno interessato a raggiungerli — e nonostante l’ottima fattura cinematografica, il film subisce il peso della facile prevedibilità.

Ispirato allo scandalo del coro dei Bambini di Praga nella Cecoslovacchia di inizio anni ‘90, Broken Voices segue Karolína (Kateřina Falbrová), giovane cantante tredicenne che si aggiunge al coro elitario del direttore Vit Machá (Juraj Loj), di cui fa parte anche sua sorella maggiore Lucie (Maya Kintera). Presto il sogno verrà ribaltato da un sistema abusante che sembra essere tragicamente intrinseco da tempo all’interno del coro.

Girato in 16 mm, il film trova una grande risorsa nelle sue giovani attrici e nelle interazioni che rispecchiano la loro tenera età, rivelando le fragilità di un carattere e di una psicologia in formazione. Un poster di Madonna durante un ritiro montanaro rappresenta l’obiettivo americano, luogo in cui è prevista una tournée a 20 delle più talentuose ragazze del coro, e che si trasformerà nel campo esplosivo in cui il terrificante evento — percepito e respirato per tutta la durata del film — verrà attuato e messo in scena.
Foto
​La sequenza viene ripresa attraverso la staticità della macchina da presa, che muovendosi soltanto alla fine della sequenza rivela il controcampo di Karolína: una famiglia seduta sul divano che guarda un programma d’animazione in televisione, in un rapporto — anch’esso come tutta la pellicola di Provazník — facilmente leggibile.

Dalla prima sequenza e interazione tra Karolína e il direttore Vit Machá, la dinamica di potere e la direzione che Broken Voices prenderà nel corso della sua narrazione è immediatamente chiara, priva di zone d’ombra, in una scelta narrativa che rischia di rimanere ingabbiata nella voluta monodimensionalità. E se da un lato l’approccio di Ondřej Provazník nel rapportarsi agli eventi realmente accaduti è lodevole, dall’altro la pellicola rischia di esaurirsi in fretta e di venire risucchiata dai tanti titoli simili e più efficaci che sono usciti in questi anni.
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Di Saverio Lunare
07/06/2026

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