CRIME 101 - LOS ANGELES E IL CRIMINE PER IL BENESSERE
Quella di Bart Layton (regia e sceneggiatura) e Don Winslow (soggetto) è una West Coast crime story: è una storia di criminali e detective estremamente connessa alla costa Ovest degli Stati Uniti d’America e nello specifico a Los Angeles.
I personaggi del film del regista inglese sono spinti dal desiderio di benessere — cosa c’è di più losangelino se non la wellness — e dall’impossibilità di raggiungerlo attraverso la legalità; perché tutti vogliono l’attico che si affaccia sulla spiaggia, la macchina d’epoca e i diamanti sul collo. E non è solo una questione di oggetti, il desiderio di benessere passa anche dall’autocontrollo del proprio corpo, non a caso Crime 101 viene scandito da una voce fuori campo che scopriremo essere quella di un’istruttrice di Yoga.
L’autocontrollo viene proiettato anche nell’etica criminale che possiede il protagonista Mike Davis (Chris Hemsworth), freddo, preciso e invisibile rapinatore che sta mettendo in subbuglio il distretto 101 della Città degli Angeli. Nella strada verso il più grande colpo della sua vita, Mike incrocerà Sharon (Halle Berry), assicuratrice che sta perdendo sempre di più gerarchia all’interno della sua azienda, il tenente Lubesnik (Mark Ruffalo) che è convinto della teoria che i furti del distretto 101 siano attribuibili a un lupo solitario e non a un gruppo organizzato.
I personaggi del film del regista inglese sono spinti dal desiderio di benessere — cosa c’è di più losangelino se non la wellness — e dall’impossibilità di raggiungerlo attraverso la legalità; perché tutti vogliono l’attico che si affaccia sulla spiaggia, la macchina d’epoca e i diamanti sul collo. E non è solo una questione di oggetti, il desiderio di benessere passa anche dall’autocontrollo del proprio corpo, non a caso Crime 101 viene scandito da una voce fuori campo che scopriremo essere quella di un’istruttrice di Yoga.
L’autocontrollo viene proiettato anche nell’etica criminale che possiede il protagonista Mike Davis (Chris Hemsworth), freddo, preciso e invisibile rapinatore che sta mettendo in subbuglio il distretto 101 della Città degli Angeli. Nella strada verso il più grande colpo della sua vita, Mike incrocerà Sharon (Halle Berry), assicuratrice che sta perdendo sempre di più gerarchia all’interno della sua azienda, il tenente Lubesnik (Mark Ruffalo) che è convinto della teoria che i furti del distretto 101 siano attribuibili a un lupo solitario e non a un gruppo organizzato.
Layton decide di raccontare i suoi personaggi attraverso il cast, i ruoli che interpretano gli attori di Crime 101, non sono così diversi dai ruoli che hanno all’interno di Hollywood; dall'attrice che verrà messa da parte per privilegiare la gioventù nel tritacarne del sistema, passando per l'attore che spesso ha interpretato il poliziotto che si scontra con la sua istituzione, arrivando al giovane attore rampante, vivace, con la spocchia dell'inconsapevolezza addosso. Halle Berry, Mark Ruffalo e Barry Keoghan circondano l’Hemsworth di “manniana” memoria.
Ed è proprio Michael Mann a venir evocato dal cinema di Layton, soprattutto in una prima parte in cui brilla la coralità e la poca prevedibilità narrativa del racconto; ridimensionata da una seconda in cui la direzione del classico heist movie e del film da colpo grosso, rischia di inglobare, canonizzando, la pellicola.
Ma è un cinema sempre più raro quello del talentuoso regista che già qualche anno fa, con il suo primo film di finzione, rivelò al mondo tutta la sua capacità realizzativa. American Animals (2018) è quasi un film nemesi di Crime 101, nell’esordio fiction di Bart Layton era presente la scapestratezza dei giovani (non)criminali interpretati da Barry Keoghan (che ritorna a collaborare con il regista) ed Evan Peters; qui la professionalità, la gelida etica adulta — e la sua messa a repentaglio — del protagonista è al centro del racconto crime, accompagnata dall’universale e fortemente californiana brama di agevolezza.
Ed è proprio Michael Mann a venir evocato dal cinema di Layton, soprattutto in una prima parte in cui brilla la coralità e la poca prevedibilità narrativa del racconto; ridimensionata da una seconda in cui la direzione del classico heist movie e del film da colpo grosso, rischia di inglobare, canonizzando, la pellicola.
Ma è un cinema sempre più raro quello del talentuoso regista che già qualche anno fa, con il suo primo film di finzione, rivelò al mondo tutta la sua capacità realizzativa. American Animals (2018) è quasi un film nemesi di Crime 101, nell’esordio fiction di Bart Layton era presente la scapestratezza dei giovani (non)criminali interpretati da Barry Keoghan (che ritorna a collaborare con il regista) ed Evan Peters; qui la professionalità, la gelida etica adulta — e la sua messa a repentaglio — del protagonista è al centro del racconto crime, accompagnata dall’universale e fortemente californiana brama di agevolezza.
Di Saverio Lunare
21/02/2026