DA DIECI CAPODANNI A VOLVERÉIS - NESSUNO STA RACCONTANDO LE RELAZIONI COME GLI SPAGNOLI
Entrambi usciti nel 2025, il primo su Rai Play dal 31 gennaio e il secondo in sala dal 12 giugno distribuito da Wanted Cinema, Dieci capodanni e Volveréis raccontano le relazioni sentimentali attraverso il realismo comportamentale contrapposto all’irrealtà strutturale. Sia la serie scritta da Rodrigo Sorogoyen, Sara Cano e Paula Fabra, che il film diretto da Jonás Trueba, fanno della manipolazione cinematografica la loro asse portante.
Dieci capodanni utilizza la frammentazione temporale, che con un andamento lineare degli eventi (da anno 1 ad anno 10), fa crescere emotivamente lo spettatore all’interno della relazione tra Ana (Iria del Rio) e Óscar (Francesco Carril), un rapporto vissuto, da parte di chi guarda, soltanto attraverso un unico giorno: il primo dell’anno.
Volveréis lo fa con il metacinema: manipola l’emotività dello spettatore mostrando un film nel film che la giovane regista Ale (Itsaso Arana) sta ultimando in fase di montaggio. Nel film che sta realizzando è presente Alex (Vito Sanz), attore e suo compagno di vita da oltre quindici anni. La loro relazione sembra conclusa e i due decidono di seguire il consiglio del padre di Ale: organizzare una festa per celebrare la separazione. Dato che, a differenza dell’inizio di una relazione, la separazione è realmente per sempre.
Dieci capodanni utilizza la frammentazione temporale, che con un andamento lineare degli eventi (da anno 1 ad anno 10), fa crescere emotivamente lo spettatore all’interno della relazione tra Ana (Iria del Rio) e Óscar (Francesco Carril), un rapporto vissuto, da parte di chi guarda, soltanto attraverso un unico giorno: il primo dell’anno.
Volveréis lo fa con il metacinema: manipola l’emotività dello spettatore mostrando un film nel film che la giovane regista Ale (Itsaso Arana) sta ultimando in fase di montaggio. Nel film che sta realizzando è presente Alex (Vito Sanz), attore e suo compagno di vita da oltre quindici anni. La loro relazione sembra conclusa e i due decidono di seguire il consiglio del padre di Ale: organizzare una festa per celebrare la separazione. Dato che, a differenza dell’inizio di una relazione, la separazione è realmente per sempre.
Il tempo, in entrambe le opere, è assoluto protagonista. Se in Dieci capodanni viviamo l’inizio e lo sviluppo di una relazione nel corso di dieci anni, in Volveréis assistiamo al processo conclusivo che un rapporto di quindici anni sta subendo; e sia nella serie che nel film, lo spettatore non può far altro che rapportarsi con le due relazioni e con i sentimenti dei quattro protagonisti, senza mai prendere una posizione dicotomica e patteggiare per uno o per l’altra. In Dieci capodanni e in Volveréis si “tifa” soltanto per una cosa: la relazione. Questo grazie a una scrittura così centrata nel descrivere le sensazioni che un essere umano prova nelle varie fasi di un rapporto sentimentale, che ogni azione compiuta da Ana e Óscar e da Ale e Alex, diventa reale, è credibile ed è connessa a ciò che farebbe lo spettatore: sia nelle cose positive che in quelle negative, sia quando sbagliano che quando fanno la cosa “giusta”.
Nella sessualità — che in Dieci capodanni viene messa in scena inizialmente con quella sensazione di imbarazzo e imbranataggine tipica di una prima volta e successivamente come una valvola di sfogo in cui la relazione può essere rivissuta, e che in Volveréis diventa espressione risolutiva di un rapporto — i personaggi si parlano e comunicano. Attraverso l’atto esplicativo dell’unione relazionale, le due coppie analizzano la loro situazione, il loro stato di salute e lo sviluppo della direzione che sta prendendo la coppia.
Nella sessualità — che in Dieci capodanni viene messa in scena inizialmente con quella sensazione di imbarazzo e imbranataggine tipica di una prima volta e successivamente come una valvola di sfogo in cui la relazione può essere rivissuta, e che in Volveréis diventa espressione risolutiva di un rapporto — i personaggi si parlano e comunicano. Attraverso l’atto esplicativo dell’unione relazionale, le due coppie analizzano la loro situazione, il loro stato di salute e lo sviluppo della direzione che sta prendendo la coppia.
Gestione del sesso che va di pari passo con quella delle caratterizzazioni estetiche dei quattro protagonisti, che cambiando vestiti o acconciature modificando l’andamento della relazione: dal taglio di capelli di Ana e Óscar in Dieci capodanni, al pigiama di seta che acquista Ale in Volveréis, anche le scelte estetiche sono simbolo di espressione e di coinvolgimento del rapporto.
E non è un caso che le due opere si intrecciano, in una fusione metacinematografica e metatelevisiva, che connette gli interpreti e i personaggi, con Ale che interagisce con Francesco Carril e con (ancora una volta) una manipolazione della realtà e della finzione. Aspetto che, alla fine dei conti, è ciò che rende questi due prodotti audiovisivi contemporanei sulle relazioni sentimentali così diversi da tutti gli altri.
E non è un caso che le due opere si intrecciano, in una fusione metacinematografica e metatelevisiva, che connette gli interpreti e i personaggi, con Ale che interagisce con Francesco Carril e con (ancora una volta) una manipolazione della realtà e della finzione. Aspetto che, alla fine dei conti, è ciò che rende questi due prodotti audiovisivi contemporanei sulle relazioni sentimentali così diversi da tutti gli altri.
Di Saverio Lunare
15/07/2025