Addiction Cinema
  • Home
  • I migliori film dell'anno
  • Sostieni Addiction Cinema
  • FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA
  • Biografilm Festival
  • Il Cinema Ritrovato
  • RASSEGNA BUIO
  • Home
  • I migliori film dell'anno
  • Sostieni Addiction Cinema
  • FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA
  • Biografilm Festival
  • Il Cinema Ritrovato
  • RASSEGNA BUIO
Search by typing & pressing enter

YOUR CART

EMISFERI CINEFEST: GIORNO 3

SPECIALE

EMISFERI CINEFEST: GIORNO 3 - I RICORDI DEL PASSATO SI INTRECCIANO ALLA CONTEMPORANEIT​À

Si è conclusa la terza e ultima giornata di Emisferi CineFest. Il Piccolissimo di Ciampino ha ospitato la quarta edizione della festa del cinema ribelle, e ha proiettando le ultime opere — in concorso e fuori concorso — del Festival oltre ad essere stato palcoscenico delle premiazioni finali.

A inaugurare l’ultimo giorno di proiezioni è stato il cortometraggio Il filo di Maria, realizzato all'interno del laboratorio di video inclusivo del centro di salute mentale di Fornaci di Barga e Lucca. Il regista Carmine Parrella — attraverso un racconto di riabilitazione ambientato dentro un atelier di cucito — mette in mostra l'importanza della didattica cinematografica e di percorsi laboratoriali con al centro il mezzo audiovisivo attraverso un film che apre il dibattito sulla violenza di genere.

Se Pinocchio crescesse e si comportasse costantemente da "buono", impossibilitato a mentire, come sarebbe il suo adattamento nella società contemporanea? Questa è l'idea di Matteo Cirillo all'interno del suo cortometraggio Pinocchio Reborn, il primo dei due corti provenienti dal Basilicata International Film Festival e presentati fuori concorso all’Emisferi CineFest. Un cortometraggio che rivela il cinismo del mondo, là dove la bontà viene soffocata.

Il secondo cortometraggio che arriva dal Basilicata International Film Festival mette in scena l'elaborazione di una perdita, e la voglia di non perdere quei frammenti di ricordi e quell'amore vissuto. Cocci è il cortometraggio di Agnese Follongo che racconta la dolce storia di Mariuccia e Angelo, sposati da oltre cinquant'anni e che adesso il tempo ha deciso di dividerli, ma soltanto fisicamente.

Si ritorna alle opere in concorso con Free words: a poet from Gaza di Abdullah Harun Ilhan, l’unico cortometraggio internazionale proiettato durante la giornata conclusiva del Festival. Il cortometraggio turco racconta la storia del poeta premio Pulitzer Mosab Abu Toha, mettendo in evidenza come la sua arte possa diventare un mezzo di resistenza e speranza, anche quando l’umanità sembra aver dimostrato — nuovamente — i suoi limiti, toccando picchi di disumanizzazione.
Foto
Free words: a poet from Gaza diretto da Abullah Harun Ilhan
Gli ultimi due cortometraggi in concorso sono stati Alla Svizzera e C’è da comprare il latte. Alla Svizzera è il cortometraggio diretto dall'irpino Domenico Pizzulo, che racconta come una possibile meta da sogno — la Svizzera appunto, simbolo di agiatezza economica — possa essere soltanto un’illusione di chi deve ancora fare i conti totalmente con le proprie radici e con le persone che abitano quella terra. Tra ricordi e nostalgia, Alla Svizzera mette in relazione due personaggi in simbiosi e li connette attraverso un tragico evento che farà risvegliare nel protagonista la voglia di creatività.

I ricordi sbiaditi dalla malattia e l'amore nei confronti dei più fragili sono il corpo di C'è da comprare il latte, il cortometraggio diretto da Pierfrancesco Bigazzi. Un metal detector diventa un oggetto metaforico, utilizzato dal regista per scavare nei ricordi offuscati delle persone e rintracciare quegli oggetti nella speranza di far riaffiorare delle storie perdute nel tempo e nello spazio della mente dei nostri cari.
Foto
C'è da comprare il latte diretto da Pierfrancesco Bigazzi
Prima delle ultime proiezioni del Festival sono andate in scena le premiazioni, e noi di Addiction Cinema abbiamo assegnato il premio della critica al giovane regista Diego Fossati, che ha portato in concorso il suo cortometraggio Per finta. Riportiamo la motivazione del perché abbiamo assegnato il premio a questo suggestivo titolo:

“Per aver saputo restituire con autenticità e realismo le sensazioni dei giovani protagonisti del nostro futuro, seguendoli con una macchina da presa che osserva senza mai diventare voyeuristica o indulgente, riuscendo a catturare i ruoli fittizi che essi mettono in scena nei gesti e nei momenti più ordinari della loro quotidianità. Per la capacità del regista di suggerire come i più piccoli imitino gesti e posture che ancora non comprendono, ma che assorbono come un’eco, come un riflesso del mondo dei grandi. Dove si dissolve il confine della finzione? E in quale istante, nel gioco dell’infanzia, può germogliare, ancora inconsapevole, il primo fragile seme del male?”
Foto
Per finta diretto da Diego Fossati
Dopo le premiazioni sono state proiettate le ultime opere della quarta edizione dell’Emisferi CineFest. Lorenzo Levach — nel suo cortometraggio Tannim — sceglie una distopia strettamente connessa alla contemporaneità. In un mondo in cui l'aria è irrespirabile, il protagonista si aggira alla ricerca di un rimedio per la solitudine e per dare un senso alla sua esistenza. Utilizzando il genere il regista riesce a mettere in scena delle immagini evocative ed estremamente metaforiche ragionando sul valore dei ricordi e i legami. In Mercato libero — il cortometraggio di Giuseppe Cacace presentato fuori concorso e che ha concluso le proiezioni dei cortometraggi — si relazionano due personaggi fragili: un anziano facilmente raggirabile e un lavoratore costretto a mettere da parte l'etica per poter sopravvivere nello spietato mondo del lavoro. Citando la teoria liberista di Adam Smith, il regista vuole analizzare i ruoli sociali nel contemporaneo, con un tono ironico e con un ribaltamento finale delle fragilità che diamo per certe per alcune categorie di persone.

A chiudere il Festival è stato il documentario diretto da Francesco Di Martino e Stefano Garaffa Botta: I colori del silenzio. Attraverso la storia di due fratelli che hanno il sogno di intraprendere un’attività agricola nei pressi delle rive de il Sile (il fiume della loro infanzia), la coppia di registi ragiona sul drammatico cambiamento del paesaggio e i suoi conseguenti danni ambientali.

L’appuntamento è alla quinta edizione dell’Emisferi CineFest, la festa del cinema ribelle che cerca di dare spazio all’indipendenza cinematografica.
Clicca qui per sostenere Addiction Cinema
Redazione di Addiction Cinema
24/11/2025

Email

[email protected]