FATHER MOTHER SISTER BROTHER - UNICO E IRRIPETIBILE, COME IL SUO REGISTA - SPECIALE VENEZIA 82
Jim Jarmusch torna dopo sei anni a dirigere un lungometraggio e decide di affidarsi alla struttura episodica, già portata in scena dal regista in Mystery Train (1989), Tassisti di notte (1991) e Coffee and Cigarettes (2003). Ma come ci ha rivelato alla masterclass tenuta a Bologna durante l’ultima edizione del Festival del Cinema Ritrovato, i tre episodi del suo nuovo film — presentato al Festival del cinema di Venezia — non possono essere visti singolarmente, sono strettamente connessi e si completano creando un unico mosaico complessivo.
Il mosaico di Father Mother Sister Brother è composto da tre racconti familiari. Il primo vede protagonisti un fratello e una sorella (Adam Driver e Mayim Bialik) in visita dal loro instabile padre (Tom Waits), il secondo una coppia di sorelle apparentemente opposte (Cate Blanchett e Vicky Krieps) prendere il tè dalla loro madre (Charlotte Rampling) riservata scrittrice, e infine l’elaborazione del lutto dei propri genitori da parte di un fratello e una sorella (Luka Sabbat e Indya Moore) a Parigi, tra ricordi e nuove scoperte che raccontano chi erano mamma e papà.
Il mosaico di Father Mother Sister Brother è composto da tre racconti familiari. Il primo vede protagonisti un fratello e una sorella (Adam Driver e Mayim Bialik) in visita dal loro instabile padre (Tom Waits), il secondo una coppia di sorelle apparentemente opposte (Cate Blanchett e Vicky Krieps) prendere il tè dalla loro madre (Charlotte Rampling) riservata scrittrice, e infine l’elaborazione del lutto dei propri genitori da parte di un fratello e una sorella (Luka Sabbat e Indya Moore) a Parigi, tra ricordi e nuove scoperte che raccontano chi erano mamma e papà.
Il nuovo film del regista nativo dell’Ohio è semplicemente un’altra dimostrazione di come il suo cinema sia soltanto suo, e ci rivela — ancora una volta — il perché Jim Jarmusch non possa essere replicato o imitato. Jarmusch costruisce gli episodi facendo progredire l’emotività relazionandola alla decrescita dell’età dei protagonisti dei segmenti; più giovani sono, più l’impatto emotivo del loro segmento sarà alto.
Ed è il suo modo di gestire i momenti comici e quelli drammatici, la sua rappresentazione affettiva — a volte evidenziata, spesso nascosta (non significa che la prima valga più della seconda) — e la sua capacità di fare poesia attraverso gli oggetti, non metaforizzandoli ma grazie al loro significato intrinseco, a ciò che rappresentano e non per quello che Jarmusch vuole che rappresentino, che rendono Father Mother Sister Brother un film così unico, così meravigliosamente ‘jarmusciano’ (che è un aggettivo che non esiste perché non esistono registi così).
Ed è il suo modo di gestire i momenti comici e quelli drammatici, la sua rappresentazione affettiva — a volte evidenziata, spesso nascosta (non significa che la prima valga più della seconda) — e la sua capacità di fare poesia attraverso gli oggetti, non metaforizzandoli ma grazie al loro significato intrinseco, a ciò che rappresentano e non per quello che Jarmusch vuole che rappresentino, che rendono Father Mother Sister Brother un film così unico, così meravigliosamente ‘jarmusciano’ (che è un aggettivo che non esiste perché non esistono registi così).
Di Saverio Lunare
01/09/2025