HONEY DON'T! - IL FRATELLO DELL'EXPLOITATION
Che fosse Ethan il lato grottesco della coppia, lo si era intuito già con i primi film diretti in singolo. Nel 2021 Joel Coen ha realizzato The Tragedy of Macbeth, il suo adattamento dall’opera shakeasperiana; Ethan invece esordiva da solo dietro la macchina da presa con Drive Away Dolls, un folle B movie in cui l’oggetto del plot spy era una valigetta piena di dildi.
Due approcci totalmente diversi che insieme hanno dato vita a una delle coppie di registi più influenti e importanti del cinema contemporaneo.
Honey Don’t!, il secondo lungometraggio diretto da Ethan Coen in collaborazione con sua moglie queer Tricia Cook, è la conferma dell’indizio che avevamo ricevuto dal film precedente: è lui il fratello dell’exploitation.
Honey O’Donahue (Margaret Qualley) è un’investigatrice privata che indaga su misteriosi omicidi connessi alla chiesa del reverendo Devlin (Chris Evans). Durante l’indagine Honey farà la conoscenza di MG (Aubrey Plaza), una poliziotta con cui avrà una passionale relazione.
Secondo capitolo di un’ideologica trilogia composta da B movies in cui a regnare è la passione sessuale tra donne, Honey Don’t! si scatena nel mettere in scena sequenze di sesso lesbico, ricordando l’exploitation anni ‘70 ma filtrato dallo sguardo femminile in fase creativa. Perché la mano (e la volontà) di Tricia Cook — sceneggiatrice e produttrice lesbica che ha un matrimonio non tradizionale con il regista — è quella di associare un selvaggio desiderio sessuale all’anticonformismo statunitense.
Due approcci totalmente diversi che insieme hanno dato vita a una delle coppie di registi più influenti e importanti del cinema contemporaneo.
Honey Don’t!, il secondo lungometraggio diretto da Ethan Coen in collaborazione con sua moglie queer Tricia Cook, è la conferma dell’indizio che avevamo ricevuto dal film precedente: è lui il fratello dell’exploitation.
Honey O’Donahue (Margaret Qualley) è un’investigatrice privata che indaga su misteriosi omicidi connessi alla chiesa del reverendo Devlin (Chris Evans). Durante l’indagine Honey farà la conoscenza di MG (Aubrey Plaza), una poliziotta con cui avrà una passionale relazione.
Secondo capitolo di un’ideologica trilogia composta da B movies in cui a regnare è la passione sessuale tra donne, Honey Don’t! si scatena nel mettere in scena sequenze di sesso lesbico, ricordando l’exploitation anni ‘70 ma filtrato dallo sguardo femminile in fase creativa. Perché la mano (e la volontà) di Tricia Cook — sceneggiatrice e produttrice lesbica che ha un matrimonio non tradizionale con il regista — è quella di associare un selvaggio desiderio sessuale all’anticonformismo statunitense.
In questa direzione, è perfetta Margaret Qualley nell’incarnare questo tipo di personaggio. Se in Drive Away Dolls era la molla che faceva scattare il desiderio nella protagonista interpretata da Geraldine Viswanathan, qui è assoluta dominatrice — sia in ambito professionale che privato — e quando deve far esplodere la sua carica erotica non può non ricordare le grandi attrici del’exploitation made in USA. Da Pam Grier (all’interno della blaxploitation) passando per le attrici dei film di Russ Meyer (da Shari Eubank a Erica Gavin).
È soltanto una parte dei fratelli Coen, ma è impossibile non apprezzare questo tipo di approccio da parte di Ethan, che nel suo percorso in collaborazione con Tricia Cook sta mettendo in mostra liberamente il suo lato pulp. Non sarà sublimato da quello più filosofico e formale del fratello Joel — infatti siamo ben lontani dai capolavori dei registi— ma non sarebbe male averne uno al mese di questi B movies lesbici firmati Cook-Coen.
È soltanto una parte dei fratelli Coen, ma è impossibile non apprezzare questo tipo di approccio da parte di Ethan, che nel suo percorso in collaborazione con Tricia Cook sta mettendo in mostra liberamente il suo lato pulp. Non sarà sublimato da quello più filosofico e formale del fratello Joel — infatti siamo ben lontani dai capolavori dei registi— ma non sarebbe male averne uno al mese di questi B movies lesbici firmati Cook-Coen.
Di Saverio Lunare
18/09/2025