I MIGLIORI FILM DI VENEZIA 80
L’80esima edizione del festival del cinema di Venezia è terminata. Ecco i migliori film presentati al Festival tra le sezioni del Concorso, Fuori concorso e Orizzonti.
Poor Things di Yorgos Lanthimos
Il nuovo film di Yorgos Lanthimos è un viaggio alla scoperta del mondo attraverso gli occhi di una bambina nel corpo di una donna adulta, che cresce e matura in modo esponenziale. Non c’è tempo per Bella Baxter di assorbire quelle che sono le regole che ci impone la società, per lei sono soltanto delle limitazioni. Un’opera travolgente, femminista e ricca di creatività. Senza dubbio il miglior film in concorso.
Poor Things di Yorgos Lanthimos
Il nuovo film di Yorgos Lanthimos è un viaggio alla scoperta del mondo attraverso gli occhi di una bambina nel corpo di una donna adulta, che cresce e matura in modo esponenziale. Non c’è tempo per Bella Baxter di assorbire quelle che sono le regole che ci impone la società, per lei sono soltanto delle limitazioni. Un’opera travolgente, femminista e ricca di creatività. Senza dubbio il miglior film in concorso.
Il male non esiste di Ryusuke Hamaguchi
Un’opera dal tono delicato e poetico. Il regista nipponico si riconferma come una delle migliori voci del cinema asiatico, in grado di raccontare una storia all’apparenza minimale ma stratificata e mai didascalica. Una riflessione sull’uomo in rapporto alla natura, sui colonizzatori e i colonizzati e sul male, che per Hamaguchi in natura non esiste.
Un’opera dal tono delicato e poetico. Il regista nipponico si riconferma come una delle migliori voci del cinema asiatico, in grado di raccontare una storia all’apparenza minimale ma stratificata e mai didascalica. Una riflessione sull’uomo in rapporto alla natura, sui colonizzatori e i colonizzati e sul male, che per Hamaguchi in natura non esiste.
Hit Man di Richard Linklater
Richard Linklater torna con una commedia esilarante che ha fatto esplodere la sala di Venezia 80 con una standing ovation più che meritata. Una delle sceneggiature migliori del Festival, dal ritmo incessante. Il film parte come una normale commedia ma si trasformerà presto in un noir ricco di cuore e ironia.
Richard Linklater torna con una commedia esilarante che ha fatto esplodere la sala di Venezia 80 con una standing ovation più che meritata. Una delle sceneggiature migliori del Festival, dal ritmo incessante. Il film parte come una normale commedia ma si trasformerà presto in un noir ricco di cuore e ironia.
Tatami di Guy Nattiv e Zar Amir Ebrahimi
Una lottatrice di Judo iraniana viene minacciata dal proprio governo a ritirarsi dal mondiale per il rischio di combattere contro una judoka israeliana. La prima collaborazione tra Iran (Zar Amir Ebrahimi) e Israele (Guy Nattiv) crea un film ricco di tensione, dove la forma abbraccia il contenuto. Il bianco e nero evidenzia il conflitto tra il popolo iraniano e la propria nazione, così come il formato in 4:3 reprime le protagoniste in uno spazio ristretto. Politica e sport vanno di pari passo: come in un vero e proprio film sportivo si sente il peso di ogni incontro e il sacrificio che c’è dietro.
Una lottatrice di Judo iraniana viene minacciata dal proprio governo a ritirarsi dal mondiale per il rischio di combattere contro una judoka israeliana. La prima collaborazione tra Iran (Zar Amir Ebrahimi) e Israele (Guy Nattiv) crea un film ricco di tensione, dove la forma abbraccia il contenuto. Il bianco e nero evidenzia il conflitto tra il popolo iraniano e la propria nazione, così come il formato in 4:3 reprime le protagoniste in uno spazio ristretto. Politica e sport vanno di pari passo: come in un vero e proprio film sportivo si sente il peso di ogni incontro e il sacrificio che c’è dietro.
Explanation for everything di Gábor Reisz
Il film di Gábor Reisz usa come pretesto un esame di maturità per parlare della sua Ungheria. Quattro storie che orbitano intorno allo stesso avvenimento che come un puzzle ricostruiscono l’intero. La forza del film è nella scrittura dei personaggi, mai bianchi o neri, ma sempre con mille sfumature. Gábor Reisz mette in evidenza le ipocrisie del governo di Orbán attraverso persone comuni. Un film provocatorio e intelligente che farà discutere.
Il film di Gábor Reisz usa come pretesto un esame di maturità per parlare della sua Ungheria. Quattro storie che orbitano intorno allo stesso avvenimento che come un puzzle ricostruiscono l’intero. La forza del film è nella scrittura dei personaggi, mai bianchi o neri, ma sempre con mille sfumature. Gábor Reisz mette in evidenza le ipocrisie del governo di Orbán attraverso persone comuni. Un film provocatorio e intelligente che farà discutere.
Ombra di fuoco di Shinya Tsukamoto
Il periodo anti-bellico di Tsukamoto prosegue con il suo ultimo film: Ombra di fuoco. Il regista giapponese analizza le ripercussioni della guerra sulla pelle delle nuove generazioni seguendo un bambino orfano e senza casa girovagare in una città fantasma. Il nostro piccolo protagonista incontrerà vari personaggi che hanno avuto un legame forte con la guerra e non ne sono mai usciti. Un film molto dolce nonostante le immagini crude, che lascia trasparire sul finale una speranza per il futuro del Giappone.
Il periodo anti-bellico di Tsukamoto prosegue con il suo ultimo film: Ombra di fuoco. Il regista giapponese analizza le ripercussioni della guerra sulla pelle delle nuove generazioni seguendo un bambino orfano e senza casa girovagare in una città fantasma. Il nostro piccolo protagonista incontrerà vari personaggi che hanno avuto un legame forte con la guerra e non ne sono mai usciti. Un film molto dolce nonostante le immagini crude, che lascia trasparire sul finale una speranza per il futuro del Giappone.