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I MIGLIORI FILM ITALIANI DEL 2025

SPECIALE

I MIGLIORI FILM ITALIANI DEL 2025

​Che anno è stato per il cinema italiano? Tra la depressione e l’apocalittico sentore di un’industria sempre più abbandonata dalle istituzioni (il caso Tax Credit e i tagli dei fondi pubblici da parte del governo hanno scandito parte dell’annata cinematografica italiana) e i buoni fenomeni — da botteghino — che fanno respirare, parzialmente, gli esercenti e i produttori italiani (su tutti il caso Zalone adesso in sala), è presente anche un cinema che ha cercato di sgomitare il più possibile all’interno di un imbuto sempre più stretto. È un cinema fatto soprattutto da giovani registi e registe che hanno dato una boccata — qualitativa e non solo — di aria fresca al panorama cinematografico italiano. Non sembra un caso che la nostra lista dei migliori film italiani del 2025 sia composta prevalentemente da opere prime e seconde, capaci di rinnovare, ampliare e modernizzare — ispirandosi a quando eravamo Re — il nostro cinema (eccezion fatta per un grande autore, da anni tra i più affermati del cinema del Bel Paese).

Ecco la lista dei migliori film italiani del 2025, tra uscite in sala e visioni festivaliere.

LE CITTÀ DI PIANURA DI FRANCESCO SOSSAI

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Il punto di partenza è Il Sorpasso di Dino Risi e la voglia è quella di muoversi all’interno dell’acre commedia all’italiana, da sempre capace di raccontare il Paese attraverso personaggi connessi con l’andamento sociale, economico e geografico dell’Italia. Francesco Sossai con Le città di pianura modernizza quel genere e quello stile che ha contribuito a renderci cinematograficamente importanti nel mondo. Il boom economico diventa la crisi del 2008, con la fine del sogno della piccola e medio impresa, e il decadimento della vita contemporanea viene nascosto dall’unico rifugio possibile, quello delle nottate che non finiscono, in cui lo stato umano viene alterato dalla gradazione alcolica e l’ultimo giro coincide con la ricerca di un’ultima possibilità di poter rialzare la propria vita. Continua a leggere...

AGON DI GIULIO BERTELLI

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Agon è il film d’esordio del giovane regista italiano Giulio Bertelli. Presentato con successo all’82a mostra internazionale del cinema di Venezia nella sezione parallela intitolata Settimana della critica. il lungometraggio racconta della travagliata preparazione ai Ludoj 2024 (un’olimpiadi fittizia). Yile Vianello interpreta Giovanna Falconetti, una giovane schermitrice; Sofia Zobina nel ruolo di Alex Sokolov, atleta di tiro a segno e Alice Bellandi nel ruolo di se stessa, è lei l’unica reale atleta nel film nella disciplina di Judo. 

Il film connette immediatamente lo sport alla macchina. Agon inizia con una reale operazione al ginocchio di Alice Bellandi, in cui lo sguardo interno al corpo dell’atleta viene visto attraverso sonde e macchinari che ci mostrano ciò che sta accadendo durante l’operazione. Non è l’unico sguardo meccanico che è presente nel film, perché durante la preparazione delle atlete, osserviamo un altro tipo di preparazione, quella della macchina. Gli strumenti — dai bossoli dei proiettili nel tiro al segno, alle maschere protettive della scherma — vengono fabbricate da dispositivi meccanici, in maniera semi-autonoma. Cosa succede se a fallire è la macchina, se a mettere a repentaglio la sicurezza di un essere umano è un sistema di marchingegni e codici? Quanto la prestazione sportiva è merito dell’uomo e quanto della macchina? Come può aiutare un sistema operativo a preparare una competizione e quanto, all’interno della vita sportiva di un’atleta, incide l’automatismo di un sistema operativo?

LA VALLE DEI SORRISI DI PAOLO STRIPPOLI

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Se in Piove il male e l’odio erano una sostanza tossica che emergeva dal sottosuolo della terra — ma anche e soprattutto dei nostri traumi e della nostra incomunicabilità — in La valle dei sorrisi quel male si maschera da Angelo, assumendo le sembianze di una forza che ha bisogno del contatto fisico per diffondersi. È una solidarietà solo apparente, deformata, una messinscena dell’amore che finisce per rovesciarsi nel suo opposto: l’odio. Con questo passaggio, Paolo Strippoli regala una ventata d’aria nuova all’horror italiano, ribaltando le coordinate già straordinarie di Piove e spingendosi ancora oltre passando dal trauma di un nucleo familiare a quello collettivo di un paesino del Brenta. Continua a leggere...

LA GRAZIA DI PAOLO SORRENTINO

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Se Titta di Girolamo nel finale di Le conseguenze dell’amore (2004) viene cementato vivo, Mariano De Santis, il fittizio presidente della Repubblica interpretato sempre da Toni Servillo nell’ultimo film di Paolo Sorrentino — presentato in concorso all’82a edizione del Festival del cinema di Venezia — è soprannominato cemento armato, a causa della sua costante “immobilità” decisionale. Non a caso il presidente è alle prese con il dubbio e la procrastinazione di una legge sull’eutanasia proposta da sua figlia (Anna Ferzetti) e sulla concezione della grazia a due incarcerati imputati per omicidio coniugale. L’immobilità del presidente della Repubblica, costantemente alla ricerca del nome di chi oltre quarant’anni prima è stato l’amante di sua moglie Aurora, è il fulcro dei dilemmi interni a La Grazia. Continua a leggere...​

UN ANNO DI SCUOLA DI LAURA SAMANI

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Il coming of age di Laura Samani riporta gli spettatori all’età dei protagonisti e fa ruotare il perno empatico con sensibilità e crudezza. Fred, Antero, Pasini e Mitis. Una ragazza, tre ragazzi. Gli stereotipi più classici della storia dei racconti: dall’omonimo testo di Giani Stuparich del 1929 fino ai giorni nostri. Adolescenza, amore, tenerezza, maturità, una mela in mezzo ai kiwi, la leggerezza. Fredrika è una ragazza svedese che si trasferisce a Trieste con il padre. La ragazza è l’unica studentessa all’interno di un istituto tecnico di soli maschi dove, superate le difficoltà iniziali, stringerà un legame molto forte con tre di loro. Il film parla ai giovani, racconta i giovani e i loro rapporti, facendone il proprio centro. In modo nostalgico, però, parla anche agli adulti, a coloro che — in un’infinità di modi di categorizzare i rapporti umani — hanno finito per perdere di vista la tenerezza adolescenziale e, ancora più voracemente, il perdono. Come fare colazione con cereali secchi al mattino e dimenticarsi di pane, burro e marmellata. Continua a leggere...​
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La redazione di Addiction Cinema
31/12/2025

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