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I MIGLIORI FILM VISTI IN ANTEPRIMA NEL 2025

SPECIALE

I MIGLIORI FILM VISTI IN ANTEPRIMA NEL 2025

​In attesa della lista dei migliori film usciti in sala nel 2025, noi di Addiction Cinema vi suggeriamo alcuni dei migliori titoli visti in anteprima nei Festival ancora inediti in Italia. Biografilm Festival, Festival del cinema di Venezia, Festival de Il Cinema Ritrovato, la rassegna Buio di Bologna e anteprime speciali, il 2025 di Addiction Cinema è stato ricco di visioni in sala e di grande cinema.

Ecco alcuni dei migliori film che abbiamo visto in anteprima, tra pellicole già annunciate per il 2026 e altre ancora senza una data d’uscita.

KONTINENTAL '25 DI RADU JUDE

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​Sarà per la sua totale indifferenza verso una forma standardizzata di cinema, per la sua reale crudezza nei dialoghi e nella messa in scena, o per il suo spirito fortemente anticapitalista… i film di Radu Jude potrebbero durare cinque ore, eppure vorremmo che non finissero mai.

Che fosse un regista completamente fuori dagli schemi contemporanei ne avevamo la certezza, ma ora sappiamo anche che il suo modo di fare cinema non è replicabile. Nonostante Kontinental ‘25 sia stato girato con un Iphone, in dieci giorni e con gli attori che hanno accettato di non percepire nessun compenso se non una quota sui ricavi del film, non possiede un singolo secondo tedioso, inutile o banale. Continua a leggere…

NO OTHER CHOICE DI PARK CHAN-WOOK

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​Quanta violenza occorre per raggiungere la bellezza? Quanta ferocia bisogna infliggere al tronco di un bonsai per piegarlo al nostro volere? Quanta fatica dobbiamo fare per ottenere quel che desideriamo? No Other Choice è il nuovo film di Park Chan-wook, un racconto in cui non esiste alternativa alla via della forza, in un mondo dove il sistema stesso è più duro e più crudele di chiunque lo sfidi. Per You Man-su (Lee Byung-hun) non c’è altra possibilità se non quella di abbattere ogni ostacolo dopo il licenziamento, quando l’unica cosa che lo definiva viene meno. Continua a leggere...

UN ANNO DI SCUOLA DI LAURA SAMANI

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​Quando nel 2021 — alla Semaine de la critique del Festival del cinema di Cannes — una giovane Laura Samani presentò Piccolo Corpo, il suo esordio alla regia, gridammo al miracolo. Un’opera prima diversa dai classici esordi del cinema italiano, in cui il neorealismo territoriale è stato fuso al folklore e alla magia, attraverso un viaggio che ricorda quelli dei grandi racconti fantasy ma che è anche strettamente connesso alla realtà storica friulana. All’82a edizione del Festival del cinema di Venezia, Laura Samani è in concorso nella sezione Orizzonti con il suo secondo lungometraggio: Un anno di scuola, liberissima trasposizione dell’omonimo racconto del 1929 di Giani Stuparich. È riuscita la regista triestina a riconfermarsi? A dimostrarsi nuovamente capace di divincolarsi all’interno della nostra produzione cinematografica? La soddisfazione nel rispondere positivamente a queste domande è altissima. Continua a leggere...

IL TESTAMENTO DI ANN LEE DI MONA FASTVOLD

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​Il cinema di Mona Fastvold è da sempre attraversato dalla tensione verso un mondo migliore, un ordine ideale in cui ogni cosa trovi finalmente il proprio posto. Una ricerca che attraversa Il mondo nuovo e che dialoga apertamente anche con la scrittura dei film del marito Brady Corbet — The Brutalist su tutti — dove la migrazione diventa atto fondativo: partire per costruire, letteralmente, il proprio futuro. Il testamento di Ann Lee si inserisce con coerenza in questo percorso, proseguendo un’indagine sull’America di ieri che, inevitabilmente, parla anche di quella di oggi. Presentato a Venezia 82, il nuovo film di Fastvold sorprende scegliendo direzioni radicali e inaspettate: un musical viscerale, in cui i veri protagonisti sono i corpi sofferenti, attraversati da convulsioni e spasmi, all’interno di una setta del Settecento con al centro, una fondatrice venerata come un Cristo al femminile. Spiazzante, spirituale, profondamente corporeo e spregiudicato, Il testamento di Ann Lee è un folk come non lo avete mai visto e si annuncia come un’esperienza cinematografica estrema e sensoriale: nel 2026 sarà impossibile ignorarla.

LAGUNA DI SHARUNAS BARTAS

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​Presentato nella sezione Giornata degli autori all’82a edizione del Festival del cinema di Venezia, Laguna è un viaggio — non soltanto fisico — in Messico che il regista lituano Sharunas Bartas compie con sua figlia minore Una, sulla tracce dei luoghi in cui la figlia maggiore Ina sarebbe dovuta andare a vivere prima che un tragico incidente ponesse fine prematuramente alla sua vita.
Bartas che si lamenta di essere ateo perché non potrà mai ritrovare Ina. È questo il centro di Laguna, accettare che esiste soltanto la forza della natura e che la perdita va superata con la memoria e non con la speranza. Un’opera importantissima, sia per il regista/essere umano Bartas, che per lo spettatore.

MARTY SUPREME DI JOSH SAFDIE

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Marty Supreme — il primo film da regista solista di Josh Safdie — è grande cinema americano; quello fatto di seconde possibilità, infinite ambizioni, adrenalinico intrattenimento e del fondamentale racconto culturale sul ruolo degli USA nel ‘900. In due parole: Marty Supreme di Josh Safdie è piena New Hollywood. Perché Marty Mauser — interpretato da un Timothée Chalamet che dimostra ancora una volta di essere uno degli attori più importanti della sua generazione — è uno di quei personaggi del cinema anni ‘70: desiderosi di essere il migliore nel suo campo, disposto a tutto per raggiungere la sua ambizione — lo sport in questione non è la Boxe di Rocky o Fat City, è il ping pong — ma che viene ostacolato da un co-protagonista assoluto all’interno del film: New York. Continua a leggere...
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La redazione di Addiction Cinema
24/12/2025

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