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I REGISTI DI VENEZIA 83: NANNI MORETTI

SPECIALE

I REGISTI DI VENEZIA 83: NANNI MORETTI, LA STAGIONE DELL'AMORE

​A distanza di trentasette anni, Nanni Moretti torna al Festival di Venezia con il suo quindicesimo lungometraggio, Succederà questa notte, adattamento di alcuni racconti della raccolta Legami dello scrittore israeliano Eshkol Nevo. Oltre a ricucire il rapporto spezzato con la Biennale, il suo ritorno coincide simbolicamente con l’inaugurazione di una nuova fase della sua poetica.

L’assenza del regista risale al 1989 quando l’allora direttore del festival, Guglielmo Biraghi, scelse di escludere Palombella Rossa dal concorso principale, inserendolo invece nella sezione autonoma della Settimana Internazionale della Critica. Una decisione che, oltre a suscitare l’astio del cineasta, generò all’epoca diverse polemiche tra il pubblico e la critica, alimentate anche dal dibattito sul tramonto ideologico del Partito Comunista Italiano, tema centrale del film. L’attuale direttore del festival, Alberto Barbera, ha dichiarato esplicitamente che questa partecipazione è anche un modo per farsi perdonare quell’errore. Già due anni fa Nanni Moretti era stato richiamato al festival per ritirare il premio Miglior Film Restaurato per Ecce bombo (1978), all'interno della sezione Venezia Classici, e, nella stessa occasione, ricevette anche il premio Pietro Bianchi, consegnato dal Sindacato Nazionale dei Giornalisti Cinematografici Italiani.
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​Oltre a Palombella Rossa, l’unica altra partecipazione di Moretti al Festival di Venezia risale al 1981, quando vinse il Leone d'argento per il suo terzo lungometraggio, Sogni d’oro. Anche allora, il regista non mancò di creare dissensi per l’ambizione dell’opera presentata. Costruito su tre piani narrativi in costante dialogo tra loro, il film utilizza il celebre alter ego, Michele Apicella, per riflettere e criticare la realtà da giovane autore emergente che Moretti stava vivendo in quegli anni, scagliandosi senza mezze misure contro il pubblico, i critici, i produttori e i colleghi registi, parodizzando persino se stesso.

L’autoriflessione è un tema che attraversa l’intera filmografia di Nanni Moretti, persino quando il regista adatta un soggetto non originale, come accaduto con Tre Piani (2021) e come avverrà con Succederà questa notte. D’altronde, il suo cinema si è sempre distinto per temi e idee ricorrenti e per uno stile riconoscibile che attraversano e uniscono ogni film in un unico percorso coerente. Un progetto artistico strutturato attorno a una solida visione d’insieme che matura nel tempo insieme al regista e che ha raggiunto il proprio culmine con Il sol dell’avvenire (2023). Qui Moretti rievoca in prima persona i film che l’hanno reso celebre, confrontandosi con ogni parte della sua identità trasmessa ai personaggi e aprendo la possibilità di una prospettiva futura diversa da quella che tutti si aspettano da lui, dove trovare finalmente uno spazio per realizzare il suo desiderio represso di raccontare una vera storia d’amore.
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​In questo senso, Succederà questa notte potrebbe segnare un punto di svolta nella filmografia di Moretti, dando seguito alla possibilità evocata dal finale del film precedente: una rappresentazione dell’amore non più come un catalizzatore delle nevrosi dei protagonisti, bensì come un mezzo di partecipazione alla vita e di confronto con l’altro.

Dopo aver ripercorso ed esaminato le radici della propria autorialità, il regista sembra infatti aver iniziato una nuova fase poetica, il cui primo segnale di cambiamento è rintracciabile nella prima regia teatrale di Moretti, Diari d’amore (2023), che, prendendo in prestito la visione dell’amore di Natalia Ginzburg, anticipa i temi che porterà al cinema con Succederà questa notte. La scelta di adattare Eshkol Nevo dopo Natalia Ginzburg non è casuale poiché, pur appartenendo a contesti molto diversi, entrambi offrono uno sguardo sull’amore come un sentimento vissuto nella quotidianità, in cui è proprio la sua ordinaria imperfezione a rappresentare un’occasione di crescita. Lo stesso regista ha dichiarato di aver scelto i racconti di Nevo — che ha intrecciato in un’unica storia — poiché “riesce a raccontare i nostri sentimenti di oggi, le nostre paure, le difficoltà nelle relazioni e le nostre speranze”.

Naturalmente sarà il film a confermare queste aspettative ma, se così fosse, Succederà questa notte potrebbe sancire un’evoluzione della poetica morettiana: da una prospettiva in cui i personaggi — attaccati a una visione idealizzata delle relazioni — sono impossibilitati a costruire legami autentici, alla realizzazione di quello che Moretti ha definito un “film sull’inevitabilità dell’amore”.
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Di Roberta Bellia
01/08/2026

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