Addiction Cinema
  • Home
  • I migliori film dell'anno
  • Sostieni Addiction Cinema
  • FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA
  • Biografilm Festival
  • Il Cinema Ritrovato
  • RASSEGNA BUIO
  • Home
  • I migliori film dell'anno
  • Sostieni Addiction Cinema
  • FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA
  • Biografilm Festival
  • Il Cinema Ritrovato
  • RASSEGNA BUIO
Search by typing & pressing enter

YOUR CART

IL CINEMA RITROVATO 2025 - GIORNO 2

SPECIALE

IL CINEMA RITROVATO 2025 - GIORNO 2: IL "NUOVO" FILM DI JOHN FORD, IL WESTERN CAMPANO DI SILVIO SIANO E LA DICHIARAZIONE D'AMORE DI STEVEN SPIELBERG

​Nel secondo giorno di Festival abbiamo visto il film di John Ford ritrovato in Cile dopo 106 anni: The Scarlet Drop, uno dei primi film sulla Camorra del cinema italiano: Lo sgarro di Silvio Siano e la versione in 70mm di Incontri ravvicinati del terzo tipo, uno dei più film più importanti di Steven Spielberg.

THE SCARLET DROP (1918) DI JOHN FORD

Foto
Era scomparso da 106 anni il film di John Ford che è stato miracolosamente ritrovato in Cile, in un magazzino destinato alla demolizione. Il film uscì in America nel 1918, ed ebbe una limitata distribuzione anche in Europa, prima di andare perduto. The Scarlet Drop si apre con un inquadratura di Abraham Lincoln, intento a sottolineare il suo disappunto morale, se porre fine a una guerra in cui stanno perdendo la vita cittadini statunitensi o se continuarla per uno scopo più grande.
​
Questo dubbio morale fa partire il plot, che in un film rovinato e ricostruito soltanto in parte, passa in secondo piano. Di The Scarlet Drop infatti, colpiscono molto di più alcune immagini, tra cui almeno un paio di futuri cliché visivi e narrativi: la goccia di sangue che tradisce chi si nasconde in soffitta e il pistolero nascosto dietro la tenda, pronto a intervenire per salvare la sua donna. Cliché che inconsapevolmente hanno influenzato la cinematografia mondiale. Anche questo significa essere John Ford.

LO SGARRO (1963) DI SILVIO SIANO

Foto
Il titolo del film di Silvio Siano si riferisce a due tipi di “sgarri” che avvengono durante la pellicola. Il primo lo fa Paolo, giovane intraprendente campano che si è infiltrato nella malavita, a un esponente della Camorra; il secondo, decisivo per il finale del film, viene compiuto dalla mafia ed è imperdonabile per la comunità che si rivolterà contro di essa, nella maniera più far west che ci sia.
​
Sotto un costume da film neorealista, Siano gira in realtà un western vero e proprio, in cui l’abbandono delle istituzioni nei confronti del Sud da vita ad una giustizia privata verso chi reprime la comunità. Lo sgarro possiede anche elementi da super-hero movie, con tanto di anti eroe che troverà una morale interna quando la sua famiglia verrà presa in causa (e cosa c’è di più efficace di una nipotina che grida il tuo nome per farti redimere). Colmo di ingenuità (la Camorra combattuta a pugni e calci), ma il cortocircuito che Siano crea tra neorealismo e puro genere, è di assoluto interesse.

INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO (1977) DI STEVEN SPIELBERG

Foto
Forse, insieme allo Squalo, l’apice della prima parte di carriera di uno dei più importanti registi americani ancora in attività. Sicuramente Incontri ravvicinati del terzo tipo è il film più spielberghiano di tutti, è quello che contiene insieme gli elementi che hanno caratterizzato il suo cinema.

Inizia come Jurassic Park, con la scoperta di qualcosa che non sembra appartenere alla normalità; crea la stessa tensione dello Squalo nella parte centrale; è anti statista come in E.T. e soprattutto è meta cinematografico quanto The Fabelsman, forse il film più intimo della carriera del regista (non il più riuscito).

Perché non sembra essere un caso che al comando dell’operazione che vede il contatto con una forma di vita aliena, ci sia il regista per eccellenza: François Truffaut. E non è un caso che soltanto alcuni hanno avuto la “visione” data dall’U.F.O. che successivamente si mostrerà come se fosse un grande spettacolo cinematografico (idea appresa e riprodotta dal grande Jordan Peele nel suo Nope).

E quale modo migliore per celebrare il Festival che da 39 anni si impegna nella salvaguardia del patrimonio cinematografico, se non con la proiezione della versione in 70mm di uno dei film che maggiormente dichiara il suo amore per la settima arte e per l’esperienza cinematografica totalizzante: sia da parte di chi crea, che di chi ne fruisce.
Clicca qui per sostenere Addiction Cinema
Di Saverio Lunare e Simona Rurale
23/06/2025

Email

[email protected]