IL CINEMA RITROVATO 2025 - GIORNO 9: GLI UOMINI IN FIAMME DI BOUZID, PERSON CON L'INDUSTRIALIZZAZIONE DEL BRASILE E LA NEW HOLLYWOOD DI MICHAEL MANN
Con il nono giorno si chiude la XXXIX edizione del Festival del Cinema Ritrovato. Abbiamo concluso il nostro Festival con la visione de L’uomo di cenere film del regista tunisino Nouri Bouzid, São Paulo, Sociadede Anônima di Luis Sérgio Person e il primo film per il cinema diretto da Michael Mann: Strade Violente.
L'UOMO DI CENERE (1986) DI NOURI BOUZID
Che grande lavoro sul corpo e sulla sessualità “sotterranea” che realizza Bouzid nel suo L’uomo di cenere. Tra i primi film nordafricani con tematiche di identità di genere al suo interno, la pellicola racconta la storia di Hachemi, giovane che è promesso sposo di una ragazza legata alla sua famiglia. Nel mentre Farfat, il suo amico di lunga data, viene deriso per il suo essere “diverso”, e per la sua non espressione di virilità.
Un film che ricorda l’Ozon più intimo, con un finale che mostra tutta la speranza che Bouzid ripone nelle nuove generazioni, attraverso una scritta che viene eliminata dal più giovane di tutti, cancellando presunte differenze tra uomini di serie A e uomini di serie B.
Un film che ricorda l’Ozon più intimo, con un finale che mostra tutta la speranza che Bouzid ripone nelle nuove generazioni, attraverso una scritta che viene eliminata dal più giovane di tutti, cancellando presunte differenze tra uomini di serie A e uomini di serie B.
SÃO PAULO, SOCIEDADE ANÔNIMA (1965) DI LUIZ SÉRGIO PERSON
Tra i film non italiani più “italiani” di sempre. São Paulo, Sociedade Anônima di Luiz Sérgio Person possiede tutte le caratteristiche del cinema italiano degli anni ‘60, in un insieme di Pietrangeli, Antonioni e del Petri de L’Assassino. Ripercorriamo cinque anni della vita di Carlos, sballottato nell’industrializzazione del Paese, tra relazioni fatte di incomunicabilità e una sempre più precaria condizione psicologica.
La struttura narrativo è quella di Io la conoscevo bene il capolavoro di Antonio Pietrangeli, con frammenti dei cinque anni vissuti da Carlos (dal ‘57 al 61), in un Paese (in Pietrangeli la Roma dello spettacolo, in Person la Sao Paolo delle industrie meccaniche) che è co-protagonista, assorbendo l’uomo, illudendolo per poi consumarlo. E così come in Pietrangeli, una volta immersi in quel mondo non si può più sfuggire, se non attraverso un atto estremo.
Estremamente immerso nelle Nouvelle Vague, il film di Person è un’esistenziale rappresentazione dei cambiamenti del Brasile in connessioni con quelli umani.
La struttura narrativo è quella di Io la conoscevo bene il capolavoro di Antonio Pietrangeli, con frammenti dei cinque anni vissuti da Carlos (dal ‘57 al 61), in un Paese (in Pietrangeli la Roma dello spettacolo, in Person la Sao Paolo delle industrie meccaniche) che è co-protagonista, assorbendo l’uomo, illudendolo per poi consumarlo. E così come in Pietrangeli, una volta immersi in quel mondo non si può più sfuggire, se non attraverso un atto estremo.
Estremamente immerso nelle Nouvelle Vague, il film di Person è un’esistenziale rappresentazione dei cambiamenti del Brasile in connessioni con quelli umani.
STRADE VIOLENTE (1981) DI MICHAEL MANN
Dopo alcuni lavori televisivi, Michael Mann esordisce al cinema con Strade Violente, uno degli ultimi grandi picchi della New Hollywood. Ed è proprio la corrente statunitense a scandire il film di Mann, Strade Violente grida New Hollywood a pieni polmoni, lo fa in ogni sequenza dai movimenti di macchina alla recitazione di un clamoroso James Caan.
Non si fanno più film così: è un’insopportabile frase fatta, ma per Strade Violente risulta perfetta. L’unico negli ultimi 15 anni che si è avvicinato, è stato Nicolas Winding Refn con Drive, dove l’alternarsi di momenti di grande umanità (in Mann il nome dato al piccolo David, in Drive l’ormai cult bacio nell’ascensore) a sequenze di gelida spietatezza criminale, vengono gestite dal regista danese con la stessa grandezza mostrata da Mann trent’anni prima.
Non si fanno più film così: è un’insopportabile frase fatta, ma per Strade Violente risulta perfetta. L’unico negli ultimi 15 anni che si è avvicinato, è stato Nicolas Winding Refn con Drive, dove l’alternarsi di momenti di grande umanità (in Mann il nome dato al piccolo David, in Drive l’ormai cult bacio nell’ascensore) a sequenze di gelida spietatezza criminale, vengono gestite dal regista danese con la stessa grandezza mostrata da Mann trent’anni prima.
Di Saverio Lunare e Simona Rurale
30/06/2025