IL CINEMA RITROVATO 2026 - GIORNO 3: LA COMICITÀ SURREALE DEI MOTHY PYTHON, IL FILM MALEDETTO DI KEN RUSSELL E IL WESTERN IN 3D
Durante il terzo giorno del festival de Il Cinema Ritrovato è stato proiettato uno dei film più attesi: la director's cut di The Devils di Ken Russell, restaurato da Warner Clockwork. La giornata è iniziata con la proiezione di Monthy Python's Life of Brian e si è conclusa con la visione del western in 3D The Bounty Hunter.
MONTHY PYTHON'S LIFE OF BRIAN DI TERRY JONES (1979)
Quando ci si confronta con un film — o con uno sketch — dei Monty Python, la sensazione è sempre la stessa: si è di fronte alla creazione di un tipo di comicità, quella contemporanea che fa sposare il surrealismo con la demenzialità. Un modello perseguito da tanti comici, da ogni parte del mondo. Con Life of Brian -- il terzo film del gruppo dopo E ora qualcosa di completamente diverso e Monty Python e il sacro graal — i Monty Python toccano l’apice di ciò che comunemente viene soprannominato “no sense” in un contesto da sacre scritture che viene continuamente ribaltato dalla folle ed irresistibile comicità del collettivo inglese.
Di Saverio Lunare
THE DEVILS DIRECTOR'S CUT DI KEN RUSSELL (1971)
Suore possedute in una chiesa, preti viscidi, visioni blasfeme, atti osceni ed eresie: era il 1971 quando uscì I diavoli di Ken Russell, un film che ha dato non poche grane alla censura dell’epoca. Come un moderno Giovanna D’Arco, il regista mette in scena ancora una volta la corruzione della Chiesa cattolica nel Seicento, questa volta attraverso un delirio orgiastico di immagini pronte a scioccare lo spettatore del XXI secolo tanto quanto quello del '71. Un film bandito, censurato e boicottato, perché il più grande merito de I diavoli è quello di esporre nel modo più brutale, crudo e potente possibile il marciume del potere e come questo sia indissolubilmente legato al sesso, alla Chiesa e alla politica. Oggi ci si può finalmente godere questa splendida eresia restaurata in 4K e in versione integrale, noi abbiamo avuto il privilegio di ammirarla in 35 mm, grazie al Festival de Il Cinema Ritrovato.
Di Simona Rurale
THE BOUNTY HUNTER DI ANDRÉ DE TOTH (1954)
Il film del regista di origini ungheresi André de Toth è un western di frontiera con il cacciatore di taglie gentiluomo. Divertente nella costruzione narrativa, con un temuto e noto infallibile pistolero che deve indagare in una cittadina del Sud e cacciare le teste di tre persone senza conoscere la loro identità, ma accusa il passo pesante di una messa in scena standardizzata, nulla a che vedere con i grandi western dell’epoca, due anni prima di Sentieri Selvaggi di John Ford. Con un 3D — versione che è stata proiettata al festival de Il Cinema Ritrovato — poco ispirato e privo di guizzi immersivi.
Di Saverio Lunare
23/06/2026