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IL CINEMA RITROVATO 2026 - GIORNO 4

SPECIALE

IL CINEMA RITROVATO 2026 - GIORNO 4: I CAPOLAVORI DI VISCONTI E KIESLOWSKI, IL DOC SU FRAZIER-ALI E IL THRILLER BORGHESE DI LOSEY

Il nostro quarto giorno di festival de Il Cinema Ritrovato si è aperto con la proiezione di Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, è proseguito con il sorprendente documentario di William Greaves sul leggendario match tra Joe Frazier e Muhammed Ali e con il thriller di ambientazione borghese di Joseph Losey. Abbiamo concluso in bellezza con la proiezione di Tre Colori - Film Rosso di Krzysztof Kieślowski, presentato da Irène Jacob.

ROCCO E I SUOI FRATELLI DI LUCHINO VISCONTI (1960)

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Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti è il grande romanzo cinematografico dell’Italia del ‘900. Un racconto fatto di mondi spaccati, di sogni, di radici, di incubi e seduzioni della grande metropoli in un Paese alle porte del cambiamento, con l’arrivo dell’illusione del boom. E soprattutto è cinema nella sua espressione migliore, con una modernità impellente che travolge il neorealismo, ribaltandolo, assemblando un nucleo familiare lucano sui corpi e i volti di un greco, due francesi e due italiani. Cinema semplicemente epocale.

THE FIGHT DI WILLIAM GREAVES (1974)

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The Fight — il documentario di William Greaves sullo storico match tra Joe Frazier e Muhammed Ali al Madison Square Garden nel 1971 — è entusiasmate. Due mondi che si incontrano: uno colpisce per fare male, l’altro utilizza “i ferri del mestiere”; uno canta alle messe gospel, l’altro prega Allah prima del match; uno è amato in USA, l’altro viene considerato un traditore; uno ha vinto l’incontro, l’altro verrà ricordato come il più grande pugile di sempre. E il loro modo di essere e di vivere viene proiettato all’interno del ring: Frazier baricentro basso e picchia duro, Ali imponente ed elegante, che colpisce quando serve. Un ritratto dell’America degli anni ‘70 attraverso un incontro di boxe. Da far vedere a tutti quelli che considerano lo sport, soltanto sport.

ACCIDENT DI JOSEPH LOSEY (1967)

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Il film di Joseph Losey è un thriller filosofico-sessuale in cui il fascino della noia borghese si confronta con quello della giovane nobiltà. È presente tutta l’eleganza stilistica di Losey, con il ritmo del thriller che segue la stasi dell’alto ceto sociale, fermandosi sempre un po’ prima del torbido. Esplicativa la sequenza con Delphine Seyrig, in cui il tempo all’interno della vita borghese del protagonista (Dirk Bogarde) sembra sospendersi.

TRE COLORI - FILM ROSSO DI KRZYSZTOF KIESLOWSKI (1994)

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La trilogia dei colori di Krzysztof Kieślowski è forse il punto più alto raggiunto dal cinema europeo negli anni ‘90. Il suo apice Film Rosso rappresenta il terzo valore del motto nazionale della Francia: la fraternité, che viene raccontata nel film attraverso un incontro tra il personaggio di Irène Jacob — che ha presentato la pellicola al cinema Modernissimo — e quello di Jean-Louis Trintignant. Lei giovane modella, ancora volenterosa di amare; lui ex-giudice, disilluso dall’amore, che passa le sue giornate ad ascoltare e spiare le vite degli altri. Empatia, sguardi, conoscenza magnetica di ciò che apparentemente ci è opposto, il film del regista polacco è uno di quelli che passa una volta nella vite e per cui vale la pena vivere di e con il cinema.
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Di Saverio Lunare
24/06/2026

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