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IL CINEMA RITROVATO 2026 - GIORNO 7

SPECIALE

IL CINEMA RITROVATO 2026 - GIORNO 7: DAL FAUST DI MURNAU AL PORNO-PUPAZZO DI DAMIANO, PASSANDO PER LA DIRECTOR'S CUT DI DESPLENCHIN E IL TRATTATO SUL SESSO DI IMAMURA

Ultimi tre giorni dell’edizione XL del festival de Il Cinema Ritrovato. Il settimo giorno si è aperto con la proiezione del Faust di Murnau musicato dal vivo; è proseguita con la director’s cut di Esther Kahn presentata dal regista Arnaud Desplenchin e si è conclusa al cinema Europa con The Pornographers di Imamura e Let My Puppets Come di Gerard Damiano.

​FAUST DI F.W. MURNAU (1926)

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Friedrich Wilhelm Murnau è forse stato il più grande regista di sempre nel mettere in scena il desiderio. E il Faust di Goethe non è altro che un racconto di debolezze della carne e dello spirito, e dunque anche della brama di un desiderio, compiuto attraverso il patto con il diavolo. La costruzione delle immagini e l’inventiva visiva del regista tedesco non ha eguali nel periodo del muto e anche cent’anni dopo fa impallidire gran parte del cinema fantastico contemporaneo.
Di Saverio Lunare

​ESTHER KAHN DIRECTOR’S CUT DI ARNAUD DESPLECHIN (2000)

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In Esther Kahn — proiettato nella versione director’s cut, di circa 16 minuti più lunga rispetto a quella edita nel 2000 — Desplechin costruisce un muro tra la sua protagonista e lo spettatore. Nel racconto di una giovane ragazza ebrea (interpretata da Summer Phoenix) volenterosa di diventare attrice di teatro connettersi emotivamente con lei diventa un’impresa. Esther Kahn patisce per amore, ma non l’abbiamo mai vista innamorata; è ossessionata dalla recitazione teatrale, ma non crediamo mai realmente in questa ossessione. In un film come questo — accompagniamo la protagonista dall’infanzia all’età adulta — la mancanza di connessione emotiva è un elemento che non può essere trascurato.
Di Saverio Lunare

​THE PORNOGRAPHERS DI SHOHEI IMAMURA (1966)

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Il primo piano di una carpa ingigantita ha osservato impassibile dal grande schermo il pubblico interdetto del Cinema Europa. Eloquente, quindi, l’insolito silenzio che ha accompagnato gli spettatori all’uscita dalla sala, perché uscire dall’acquario d’immagini di The Pornographers di Shohei Imamura non annulla immediatamente il senso di prigionia costante che serpeggia per tutto il film, a partire dall’immagine di una carpa che testimonia silente la tragedia impotente di un uomo ridicolo. Uscito nel 1966, The Pornographers è un film chiave della nuberu bagu, sconvolgente per la tenacia dei temi affrontati all’epoca: la pornografia prima di tutto, ma anche la prostituzione minorile e la pedofilia.

Tracciando un ritratto sordido di relazioni familiari torbide e ossessive, il voyeurismo implicito dal titolo lascia addentrarsi nell’atmosfera scomoda dell’emergente industria del porno dei primi anni '60 con il quale il regista osserva la precarietà di una società sull’orlo del precipizio morale, galleggiando sulle acque incerte di un futuro mortifero, soffocato dall’opportunismo dei bisogni materiali (economico-sessuali) in cui una nuova cultura delle immagini sta piantando i suoi semi. Cerebrale e a tratti inafferrabile, è un film tutt’ora eversivo, capace di costringere lo sguardo a penetrare nelle insidie delle sue vicende attraverso finestre, porte e corridoi che stratificano la partitura di immagini, fino ad un finale surreale che rilancia la posta in gioco, come la continua masochistica arte dell’arrangiarsi del protagonista, nella costruzione di una bambola femminile. Un finale che richiama inevitabilmente a riprendere il fiato per reimmergersi subito nella stessa sala per la proiezione seguente (e decisamente più defaticante) del porno-puppets di Gerard Damiano. 
Di Emilio Occhialini

​LET MY PUPPETS COME DI GERARD DAMIANO (1976)

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La presenza di un film di Gerard Damiano al festival de Il Cinema Ritrovato è diventata una tradizione e non è un caso che il pubblico del festival riempia costantemente il cinema Europa di Bologna quando è in programma la proiezione di una delle pellicole restaurate del regista. Nell’edizione XL è stato presentato il restauro del 2015 di Let My Puppets Come, folle porno meta-cinematografico con protagonisti dei pupazzi. Musical, commedia satirica sull’industria cinematografica, il lato oscuro dei Muppets… è difficile dire cosa sia esattamente Let My Puppets Come, sappiamo soltanto che uno degli appuntamenti imperdibili del festival è l’ormai consueto film del regista di Chicago introdotto da Gerard Damiano Jr. e Christar Damiano. Quale altro festival al mondo può vantare di presentare nella stessa giornate il restauro del Faust di Murnau e quello di Let My Puppets Come di Gerard Damiano?
Di Saverio Lunare
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27/06/2026

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