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IL CINEMA RITROVATO 2024 - GIORNO 3

SPECIALE

IL CINEMA RITROVATO 2024: GIORNO 3 - I FANTASTICI DELIRI di Harry Kümel 

​Il nostro terzo giorno di Festival è stato interamente dedicato alle opere di Harry Kümel. Il regista belga è al Festival per presentare i restauri delle sue due pellicole più celebri: La vestale di Satana (1971) e Malpertuis (1971).

LA VESTALE DI SATANA (HARRY K​ÜMEL, 1971)

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​Un gotico moderno: un eccezionale rivisitazione vampiresca con alla base la sessualità e il possesso umano.

La vestale di Satana di Harry Kümel ha quel fascino che soltanto i film di genere europei possiedono. Il regista belga riesce a dare alla sua pellicola un’ammaliante resa visiva (fonte d’ispirazione per molteplici cineasti di genere) e attraverso una riscrittura del mito (l’elisir d’eterna giovinezza) analizza le pulsioni carnali e il rapporto di coppia con un taglio estremamente originale.
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Prima della proiezione il regista ha raccontato divertenti aneddoti sulla inusuale produzione del film e sul rapporto instaurato con Delphine Seyrig. Kümel ha rivelato che la Seyrig è stata la sua unica scelta attoriale (e capiamo facilmente il perché, dato l’estremo fascino e talento della grande attrice belga), il resto del cast è stato imposto dai vari Paesi co-produttori della pellicola, “In alcuni casi mi è andata bene, in altri male” ha rivelato il regista. A noi è andata estremamente bene, dato l’eccezionale prodotto finale che Kümel è riuscito a realizzare. La vestale di Satana si prospetta essere una delle proiezioni più appaganti di tutto il Festival per gli amanti dell’horror e del cinema fantastico europeo.

MALPERTUIS (HARRY ​KÜMEL, 1971)

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​Folle, pretenzioso, onirico, squilibrato, semplicemente un film unico. Malpertuis non è catalogabile in nessun genere, all'inizio sembra la storia di un ragazzo alla ricerca di una donna, si trasforma in un dramma borghese con il tema ereditario, prosegue come se fosse un horror satanico, verso la fine arriva la mitologia classica per poi ribaltare ancora una volta tutto tornando sulla terra e sulla psicologia umana.

Probabilmente Malpertuis è tutto questo e non solo, è anche un'analisi sulla follia e sul sogno, sui viaggi mentali, fisici e concettuali, sulla creazione artistica e sulla mente umana. Il tutto accompagnato da delle idee visive mai viste prima, partorite dalla mente di un regista che ha scavallato ogni codice cinematografico per creare un'opera probabilmente imperfetta ma irresistibile.

Un indecifrabile capolavoro firmato Harry Kümel.

Di Saverio Lunare

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