IL CINEMA RITROVATO 2024: GIORNO 4 - UOMINI SENZA DIO IN DALTON TRUMBO, MICHAEL HANEKE E ROBERT WISE
Siamo arrivati al giro di boa del Festival. Abbiamo assistito a tre proiezioni nel corso della quarta giornata: il capolavoro di Dalton Trumbo con il suo unico lungometraggio da regista, il film nascosto di Michael Haneke e il cult horror di Robert Wise.
E JOHNNY PRESE IL FUCILE (DALTON TRUMBO, 1971)
Un atto politico. E chi se non un artista che ha provato sulla sua pelle l’emarginazione causa maccartismo poteva realizzare un film così impattante e significativo. Trumbo porta sullo schermo l’anti bellicismo senza che la guerra sia effettivamente messa in scena (vediamo la trincea soltanto in una sequenza), ciò che viene mostrato sono le perdite causate dalla guerra, le persone amate, le amicizie, le gite, la propria vita. Il tutto viene evidenziato attraverso un flusso di coscienza che da sfogo alla fantasia visiva incredibile di Trumbo, che non soltanto si conferma essere uno strabiliante sceneggiatore (e questo già lo sapevamo), ma si rivela anche un eccelso regista.
Nicolas Seydoux (presidente della Gaumont, artefice del nuovo restauro del film) prima della proiezione di E Johnny prese il fucile ha evidenziato come soltanto un altro film ha trattato la prima guerra mondiale così: Orizzonti di gloria (1957). Noi siamo più che d’accordo, e non è un azzardo affermare che E Johnny prese il fucile può accomodarsi allo stesso tavolo del capolavoro firmato da Stanley Kubrick.
Nicolas Seydoux (presidente della Gaumont, artefice del nuovo restauro del film) prima della proiezione di E Johnny prese il fucile ha evidenziato come soltanto un altro film ha trattato la prima guerra mondiale così: Orizzonti di gloria (1957). Noi siamo più che d’accordo, e non è un azzardo affermare che E Johnny prese il fucile può accomodarsi allo stesso tavolo del capolavoro firmato da Stanley Kubrick.
THE REBELLION (MICHAEL HANEKE, 1993)
Nella freddezza e crudeltà di The Rebellion si scorgono qua e là barlumi di speranza, poi Haneke ti strattona, ti tira un pizzicotto e sei di nuovo nella misera e decadente realtà. Tratto da un racconto di Joseph Roth (kafkiano fino al midollo) The Rebellion è un film televisivo che esplora con cinismo il destino sfortunato di un veterano di Guerra, che dopo aver perso una gamba si ritroverà isolato e ripudiato dallo stesso paese che ha servito al fronte. Anche limitato da un budget ridotto il regista austriaco riesce a far emergere quelli che poi saranno alcuni dei temi del suo cinema: la moralità, il potere, la miseria, la pietà, il cinismo intrinseco negli esseri umani. Un Haneke primordiale e grezzo che sicuramente deve ancora trovare l’equilibrio vincente delle opere successive, ma pur sempre Haneke.
THE BODY SNATCHER (ROBERT WISE, 1945)
Da noi conosciuto con il titolo La Jena, il film di Wise è un vero è proprio cult degli anni ‘40. Prodotto dall’RKO il film è uno strabiliante horror sul passato che ti perseguita (e se quel passato ha il corpo di Boris Karloff fa ancora più paura) e sull’etica scientifica, cosa si è disposti a fare pur di ottenere il progresso medico e un avanzamento scientifico? Qual è il limite?
Temi altissimi per un film capace di regalare allo spettatore sequenze eccezionali, tra gotico ed espressionismo, con una fotografia folgorante firmata da Robert De Grass.
Due interpreti che reggono lo schermo, che mettono tensione soltanto essendo in scena: il già citato Boris Karloff e il grande Bela Lugosi: qui in una delle sue ultime interpretazioni.
The Body Snatcher è un grande film, ed il suo eccezionale restauro è una delle chicche cinefile della trentottesima edizione del Cinema Ritrovato.
Di Saverio Lunare e Simona Rurale
Temi altissimi per un film capace di regalare allo spettatore sequenze eccezionali, tra gotico ed espressionismo, con una fotografia folgorante firmata da Robert De Grass.
Due interpreti che reggono lo schermo, che mettono tensione soltanto essendo in scena: il già citato Boris Karloff e il grande Bela Lugosi: qui in una delle sue ultime interpretazioni.
The Body Snatcher è un grande film, ed il suo eccezionale restauro è una delle chicche cinefile della trentottesima edizione del Cinema Ritrovato.
Di Saverio Lunare e Simona Rurale