Addiction Cinema
  • Home
  • I migliori film dell'anno
  • Sostieni Addiction Cinema
  • FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA
  • Biografilm Festival
  • Il Cinema Ritrovato
  • RASSEGNA BUIO
  • Home
  • I migliori film dell'anno
  • Sostieni Addiction Cinema
  • FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA
  • Biografilm Festival
  • Il Cinema Ritrovato
  • RASSEGNA BUIO
Search by typing & pressing enter

YOUR CART

IL CINEMA RITROVATO 2024 - GIORNO 5

SPECIALE

IL CINEMA RITROVATO 2024: GIORNO 5 - I RICORDI COLONIALI DI MOHAMMAD MALAS, IL BIZZARRO ESORDIO DI LUCA GUADAGNINO E IL FOLGORANTE INCONTRO DI ANTONIO PIETRANGELI

​Il nostro quinto giorno di Festival si è aperto con Mohammad Malas che ha presentato il suo El Leil, è proseguito con l’esordio di Luca Guadagnino: The Protagonists e si è concluso con la proiezione in Piazza Maggiore di La visita del grande Antonio Pietrangeli.

EL LEIL (MOHAMMAD MALAS, 1992)

Picture
​Raccontare la propria vita e nel mentre analizzare la storia di un Paese. El Leil di Mohammad Malas mette in scena la Siria colonizzata e il rapporto tra il paese e la libertà palestinese utilizzando gli occhi, il corpo e l’esperienze di un bambino (che rappresenta il giovane Malas). Il regista descrive i legami frantumati dal richiamo della guerra nel corso degli anni scanditi dalla colonizzazione siriana e dalla resistenza palestinese all’occupazione sionista. Lo fa con una dolcezza incredibile, in un simil Amarcord nord-africano tra luoghi perduti e ricordi coloniali tramandati di generazione in generazione.
​
Una meraviglia assoluta che abbiamo avuto la fortuna di scoprire alla trentottesima edizione del Festival del Cinema Ritrovato.

THE PROTAGONISTS (LUCA GUADAGNINO, 1999)

Picture
The Protagonists è il bizzarro e indecifrabile primo film di Luca Guadagnino. Regista che per fortuna dopo un inizio zoppicante troverà la sua strada. In questo esordio strampalato tenta di mettere in scena un finto documentario narrato da Tilda Swinton raccontando di un fatto terribile accaduto in Inghilterra nel 1994: l’assassinio a sangue freddo e senza movente di Mohamed El-Sayed. Tra discorsi pseudo intellettuali sulla casualità/fato, sull’etica della messa in scena, il tutto sconclusionato da un montaggio inutilmente criptico, ci si chiede alla fine dove Guadagnino voleva condurci, quali domande voleva porci, cosa gli passava per la testa.

​Per fortuna, il Guadagnino delle pulsioni e i corpi che si desiderano (qui presente in modo raffazzonato) sarebbe arrivato qualche film dopo.

LA VISITA (ANTONIO PIETRANGELI, 1963)

Picture
​Non è un caso che Antonio Pietrangeli sia quel regista capace di regalare ad importanti attrici italiane il loro ruolo più significativo e ad ottenere da loro interpretazioni irripetibili. Lo ha fatto con Stefania Sandrelli in Io la conoscevo bene (1965), con Catherine Spaak in La parmigiana (1963) e Irène Galter nel suo esordio: Il sole negli occhi (1953); non sorprende, dunque, che la Pina di Sandra Milo in La visita (1963) sia uno di quei ruoli immortali che hanno innalzato il talento della grande attrice.

Come sempre ha fatto nelle sue opere, Pietrangeli parla d’Italia. Lo fa attraverso un ritratto femminile perché è sempre stato interessato ad analizzare quello sguardo, lo sguardo delle donne italiane emarginate da un sistema maschilista e retrogrado. In La visita racconta la storia di un incontro, quello di Pina, una donna di provincia volenterosa di accasarsi (perché è la società che glielo impone) e Adolfo, romano che si comporta da piccolo borghese di grande città. Ancora una volta l’Italia frammezzata, ancora una volta un ritratto femminile da parte di un regista che sembra osservare le cose prima degli altri, che sembra aver anticipato i tempi. Antonio Pietrangeli è uno dei registi più rivoluzionari che il nostro Paese abbia mai avuto, attraverso opere commerciabili (a differenza di un altro grandissimo regista avanti con i tempi, Brunello Rondi) è riuscito a parlare di società, nello specifico di quella italiana.

​Di Saverio Lunare e Simona Rurale

Email

[email protected]