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IL MOSTRO

RECENSIONE

IL MOSTRO - IL CASO CHE RACCONTA L'ITALIA - SPECIALE VENEZIA 82

Da quando il Festival di Venezia ha aperto le porte alla serialità televisiva, molti sono stati i prodotti delle piattaforme streaming a essere presentati in anteprima al Lido. L’anno scorso a dominare la sezione sono stati i grandi autori come Alfonso Cuarón con Disclaimer (Apple TV) e Rodrigo Sorogoyen con la sua 10 capodanni (disponibile in Italia su Rai Play), oltre alla serie italiana più importante della scorsa stagione M. il figlio del secolo di Joe Wright (Sky).

All’82a edizione è Netflix a presentare un prodotto di punta italiano, Il Mostro diretta da Stefano Sollima, la serie sul mostro di Firenze. Alla kermesse è stata presentata la prima stagione, composta da quattro episodi. Come intuibile, ogni stagione racconterà una pista di quello che è tutt’ora uno dei casi irrisolti più importanti del nostro Paese.

La prima stagione è sulla pista sarda, scandendo la narrazione della serie su uno dei casi attribuiti successivamente al Mostro: il duplice omicidio di Barbara Locci e Antonio Lo Bianco avvenuto nel 1968. La beretta calibro 22 è l’arma con cui l’assassino ha freddato i due amanti ed è la stessa che oltre diciassette anni dopo è in mano al Mostro.

Stefano Sollima e Leonardo Fasoli si affidano totalmente agli atti processuali del caso, data la grande quantità di materiale a loro disposizione, ricostruendo fedelmente i passaggi della pista, i dialoghi e le ricostruzioni scenografiche presenti nella realtà. Ma questa fedeltà non impedisce alla serie di avere una grandissima forza cinematografica (o meglio televisiva, nel miglior significato possibile attribuito all’aggettivo), perché a rendere Il Mostro una serie di grandissimo livello è la capacità che hanno Sollima e Fasoli di raccontare — attraverso il caso — l’Italia, oltre a un’atmosfera difficilmente replicabile, in cui il ritmo non è il solito attribuibile ai prodotti true crime tanto in voga nel contemporaneo.
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Un paese fatto di dominanza maschile e di retaggi culturali, di patriarcato e di ossessioni, in cui gli essere umani si sentono legittimati nel possedere gli altri. Che siano rapporti uomo-donna, padri-figli, nell’Italia della seconda metà del ‘900 le relazioni sono dettate dalla voglia di possedimento, che va oltre quello economico. Non è un caso che nella ricostruzione del caso Locci - Lo Bianco (ogni puntata mostra l’avvenimento con diversi protagonisti, a seconda di chi testimonia) uno dei pochi eventi che restano invariati è un annuncio fatto dalla Democrazia Cristiana sull’invasione delle truppe sovietiche in Repubblica Ceca. Un dettaglio che racconta i cambiamenti del Paese, con l’entrata negli anni di piombo e in equilibri politici e sociali che definiranno gli anni successivi del Novecento.
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Quello che abbiamo visto è soltanto l’inizio — il quarto episodio si conclude con un clamoroso cliffhanger che riguarda il personaggio più noto del caso — e tante altre potenzialità che il caso Mostro (dall’opinione pubblica, ai vari processi) confidiamo possano essere raccontate, ma già da questa prima stagione Il Mostro di Stefano Sollima ci ha sorpreso, rivelandosi come un prodotto italiano televisivo di grandissimo valore. Disponibile dal 22 ottobre su Netflix.
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Di Saverio Lunare
07/09/2025

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