IL RAPPORTO TRA INNOCENZA E MALE NEL CINEMA DI OSGOOD PERKINS
Un regista che ha fondato il suo cinema sull’atmosfera delle immagini e sul rapporto che intercorre tra la presunta innocenza di chi ti sta accanto e la loro vicinanza al male, in un connubio tra i più classici della storia dell’orrore (che parte addirittura dai racconti biblici) e che nelle sue mani riesce nuovamente a terrorizzare. In questo articolo analizzeremo come Osgood Perkins abbia messo in relazione l'innocenza al male e la fiaba all'horror, in tre dei suoi film più importanti.
FEBRUARY - IN RICERCA DELL'AMORE PERDUTO
Sentire la mancanza del diavolo e ricercarlo in tutti i modi, affinché quelle sensazioni di estasi provate possano tornare. Questo eccezionale spunto è alla base di February, l’esordio di Osgood Perkins che rivela al mondo il talento registico del figlio d’arte. Rose (Lucy Boynton) e Kat (Kiernan Shipka) restano all’interno del collegio di Bamford durante le vacanze di Natale e dopo che Kat avrà uno strano contatto con una delle caldaie dell’istituto si comporterà in maniera sempre più inquetante, terrorizzando la sua amica e le suore del collegio. Contemporaneamente una giovane ragazza (Emma Roberts) sfrutterà il passaggio in auto di una coppia per raggiungere proprio Bamford per un misterioso obiettivo. Che mano che mostra sin da subito Perkins, mettendo immediatamente in chiaro che il suo cinema si basa sulla forza delle immagini, e che le idee narrative devono essere costantemente supportate dalla messa in scena. Ed è così che il male appare spesso sullo sfondo, come se fosse un’ombra nascosta, un dettaglio che passa inizialmente inosservato ad un occhio disattento ma che è il reale ago della bilancia del film, è lì che le azioni dei personaggi confluiscono e assumono un inquietante senso.
GRETEL E HANSEL - I FRATELLI GRIMM SONO FOLK HORROR
In Gretel e Hansel, Osgood Perkins prende il classico dei fratelli Grimm e ne sovverte le gerarchie, cambia l’ordine dei nomi nel titolo e rende la sua pellicola un film sul femminile in rapporto con la storia, mettendo al centro Gretel e la strega, creando intorno a loro il racconto. Gretel (Sophia Lillis) si occupa del fratellino Hansel, dopo che i due sono scappati dalle grinfie dalla loro terrificante madre. Come nella fiaba classica i due incontreranno una strega che li vizierà attraverso prelibatezza culinarie infinite ma che nasconde un fine molto più macabro. Osgood Perkins riesce ad unire l’orrore alle atmosfere fiabesche grazie ad un originale utilizzo del folklore, perché, ed è una delle idee più brillanti del film, per Perkins i fratelli Grimm fanno parte della cultura folk horror. Il regista intercetta perfettamente le potenzialità orrorifiche del classico racconto e le sfrutta alla perfezione. Per realizzare questo connubio Perkins utilizza il legno, il verde, i colori autunnali e i perfetti volti dei protagonisti: la glaciale Alice Krige nel ruolo della strega e Sophie Lillis nel ruolo di Gretel, che si rivela una perfetta nemesi dell strega, glaciale quanto lei ma che possiede ancora quell’innocua gioventù, innocenza che sarà fondamentale nel finale e che verrà, forse, ribaltata per suggellare, ancora una volta, la forza folkloristica del racconto.
LONGLEGS - QUANDO L'ORRORE TI STA ACCANTO
Con Longlegs, Osgood Perkins riporta l’horror al suo stato primordiale, gioca con le sensazioni interiorizzate nell’essere umano e con le paure più basilari: come il terrore del proprio passato e l’insicurezza nei confronti di chi ti sta accanto. Longlegs si basa su questi principi per fare paura, Perkins fonda il suo film sulle atmosfere restituite dalle fiabe classiche, ribaltando nella seconda parte ciò che ci ha mostrato nella prima. Lo fa soprattutto nella costruzione del personaggio di Nicolas Cage, caratterizzato come un creatore del male, una specie di moderno e terrificante Geppetto capace di dare origine a qualcosa di maligno attraverso una sua costruzione. Cosa fare quando il tramite per il male è l’essere che ti sta più accanto? Quello su cui non sospetteresti mai? Saresti pronto a mettere in discussione il tuo credo e la tua fiducia nei confronti dell’essere umano? Longlegs gioca con lo spettatore utilizzando lo stato brado del racconto orrorifico e fa paura proprio per questa sua capacità di mettere in relazione l’innocenza al male, la fiaba al racconto dell’orrore.