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INCONTRARSI PER PERDERSI - PRIMA DELL'ALBA

SPECIALE - OMAGGIO AL FILM DI RICHARD LINKLATER

PRIMA DELL'ALBA 

Era il sedici giugno del 1994 quando Celine, infastidita dal litigio di una coppia tedesca decide di spostarsi, di prendere le sue cose, depositarle sulla cappelliera del treno ed accomodarsi in un altro posto, venendo notata da Jesse che parecchio impacciato le chiede se sapesse di cosa stessero discutendo così animatamente quei due tedeschi.

Jesse con in mano la biografia di Klaus Kinski “All I Need is Love” e Celine che invece sta leggendo un libro di Georges Bataille, come a volerci dire che non possono esistere gusti letterari più diversi, ma poco importa. Perché Jesse con la sbruffonaggine tipica di chi proviene dagli USA propone a Celine (che invece è francese, con i modi apparentemente più garbati e timidi) di andare a mangiare un boccone nel vagone pranzo di quel treno che attraversa più Stati compiendo viaggi lunghissimi.
Tra questi Stati è presente l’Austria, nello specifico Vienna, è quella la fermata di Jesse che il giorno successivo deve prendere un volo di ritorno verso gli Stati Uniti. È la fermata di Jesse ma non quella di Celine, che è partita da Budapest per tornare in Francia.

Ma Jesse probabilmente perché è americano, sicuramente perché si è perso negli occhi e nelle parole di Celine, le propone una pazzia: non ha abbastanza soldi per poter permettersi un hotel nella capitale austriaca, quindi deve passare la notte in giro, per strada, e di una cosa è certo: sarebbe meglio farlo con Celine. Lei accetta, senza nemmeno troppa esitazione. Un solo giorno ed una notte, un incontro che durerà soltanto prima dell’alba.
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E poco importa che Celine sia in realtà Julie Delpy e Jesse è interpretato da Ethan Hawke, poco importa che dietro la macchina da presa ci sia Richard Linklater e la sua troupe, che la sceneggiatura sia stata firmata da Linklater e Krim Krizan e poco importa che sia un film. Perché la forza di un capolavoro è proprio questa, quella di far dimenticare a tutti che ciò che si ha davanti è frutto di una preparazione lunga mesi o anni. Non importa a nessuno che Celine e Jesse non si sono davvero incontrati per caso in un treno che attraversa tutta l’Europa, che siano stati messi lì da chi ha scritto e diretto Prima dell’alba. Perché, durante i 101 minuti in cui possiamo assistere all’incontro tra Jesse e Celine, tutti si sentono persi. Persi tra i loro comportamenti, i loro gesti tipicamente da ventenni, i loro discorsi che spaziano tra i più disparati argomenti, e tutti si sentono persi all’interno della terza protagonista del racconto: Vienna.
Una Vienna descritta attraverso una chiromante che legge i palmi delle mani di Celine, un poeta di strada che chiede una parola ai due ragazzi e promette loro una poesia ad hoc, e poi ancora, una danzatrice del ventre o un barista che dona a Jesse una bottiglia di vino mentre Celine ruba due bicchieri da un tavolo.
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Quello di Linklater è un cinema delle sensazioni, dei gesti e degli sguardi che accompagnano, lungo le vie di Vienna, i due amanti, e lo fa in modo talmente naturale e spontaneo da sprofondare in un magico realismo. Ci sentiamo anche noi così leggeri. Le 24 ore sono condensate in 101 minuti che sembrano 10 e una lunghissima chiacchierata di un giorno ci sembra di averla vissuta anche noi, minuto per minuto. Non si avverte mai la pesantezza delle parole, anche in quei discorsi più seriosi: la vita, la morte, l’amore. Sì, perchè l’amore è una cosa seria e complessa e questo Linklater ce lo dice in modo chiaro attraverso questo piccolo spazio di tempo che ci mette a disposizione per conoscere Celine e Jesse. Quello stesso piccolo spazio che si crea tra noi e loro che è paragonabile a ciò che dice Celine sull’amore.

“Io credo che se esiste un qualsiasi Dio, non sarebbe in nessuno di noi, né in te, né in me, ma solo in questo piccolo spazio nel mezzo. Se c'è una qualsiasi magia in questo mondo, dev'essere nel tentativo di capire qualcuno condividendo qualcosa.”

Il tempo che hanno Celine e Jesse potrebbe essere solo fino all’alba o solo fino a mezzanotte di 18 anni dopo ma che importa? Tutto è fugace ed è questo che rende importante il momento che si sta vivendo, che sia solo fino all’alba o tutta la vita.

Di Saverio Lunare e Simona Rurale 

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