INVISIBILI - UN DRAMMA GIOVANILE IN UNA HIGH SCHOOL DEL NORD ITALIA
Nelle intenzioni di Ambra Principato si celano delle ottime intuizioni e idee che contornano Invisibili, il suo secondo lungometraggio dopo Hai mai avuto paura? (2023). Peccato che gli ingredienti giusti devono confrontarsi con un piatto complessivamente sbagliato, soprattutto nella scelta del tono e nella mancanza di coraggio nell’andare fino in fondo con quelle atmosfere che la giovane regista predilige, e che quando saltuariamente compaiono nel film, sono la cosa migliore.
Tommaso (Justin Korovkin) si trasferisce da Milano nella Valbruma dai nonni, dopo che sua madre, psicologicamente instabile, è stata ricoverata in una clinica. Le sue difficolta relazionali lo portano a isolarsi, specialmente nell’ambiente scolastico. Ma quando incontra Elise (Sara Ciocca), Tommaso si sentirà meno solo e più compreso.
Invisibili è uno di quei film in cui la localizzazione (il paesino di provincia) dovrebbe essere fondamentale nel racconto, in primis per la rappresentazione del disagio giovanile dovuto alla bolla claustrofobica e in secondo luogo per l’incomunicabilità intergenerazionale. Invece — e forse è l’errore più grande nel film di Ambra Principato — la localizzazione è appiattita da una visione statunitense (e non nella giusta direzione) di comportamenti sociali e di struttura scolastica. Questa ricerca di universalità forzata ottiene il risultato opposto: quello di depersonalizzare e appiattire il film.
Tommaso (Justin Korovkin) si trasferisce da Milano nella Valbruma dai nonni, dopo che sua madre, psicologicamente instabile, è stata ricoverata in una clinica. Le sue difficolta relazionali lo portano a isolarsi, specialmente nell’ambiente scolastico. Ma quando incontra Elise (Sara Ciocca), Tommaso si sentirà meno solo e più compreso.
Invisibili è uno di quei film in cui la localizzazione (il paesino di provincia) dovrebbe essere fondamentale nel racconto, in primis per la rappresentazione del disagio giovanile dovuto alla bolla claustrofobica e in secondo luogo per l’incomunicabilità intergenerazionale. Invece — e forse è l’errore più grande nel film di Ambra Principato — la localizzazione è appiattita da una visione statunitense (e non nella giusta direzione) di comportamenti sociali e di struttura scolastica. Questa ricerca di universalità forzata ottiene il risultato opposto: quello di depersonalizzare e appiattire il film.
Scelta che si ripercuote anche nel tono della pellicola, che sembra essere costantemente indecisa su quale direzione prendere. Un coming of age dalle sfumature gotiche o un dramma costellato dal senso di colpa comune? Se la Principato se la cava nelle atmosfere della prima, merito anche di una buona idea di make-up, di una Sara Ciocca che recita con la giusta verve e con una buona capacità di muoversi tra realtà e fantasia, e di una consapevole gestione in chiave gotica di alcuni interni da parte della regista (la casa di Elise su tutti); lo stesso non si potrebbe dire della direzione da dramma collettivo che il film prende, troppo omologato a dinamiche già viste, e a relazioni standardizzate all’interno di un ambiente scolastico privo di personalità.
Invisibili è un’occasione persa, che se avesse schiacciato il pedale nel genere e in un world building focalizzato nel gotico, avrebbe mostrato maggiormente le qualità della sua regista e di quelle buone intuizioni che sono presenti (per troppo poco tempo) all’interno del film. Ma la scelta di far convivere diverse atmosfere e di non prendere una direzione definita, si rivela non vincente in questa pellicola dalle potenzialità inespresse e dalla snervante ed errata anonimia di spazio e tempo.
Invisibili è un’occasione persa, che se avesse schiacciato il pedale nel genere e in un world building focalizzato nel gotico, avrebbe mostrato maggiormente le qualità della sua regista e di quelle buone intuizioni che sono presenti (per troppo poco tempo) all’interno del film. Ma la scelta di far convivere diverse atmosfere e di non prendere una direzione definita, si rivela non vincente in questa pellicola dalle potenzialità inespresse e dalla snervante ed errata anonimia di spazio e tempo.
Di Saverio Lunare
19/07/2025