Addiction Cinema
  • Home
  • I migliori film dell'anno
  • Sostieni Addiction Cinema
  • FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA
  • Biografilm Festival
  • Il Cinema Ritrovato
  • RASSEGNA BUIO
  • Home
  • I migliori film dell'anno
  • Sostieni Addiction Cinema
  • FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA
  • Biografilm Festival
  • Il Cinema Ritrovato
  • RASSEGNA BUIO
Search by typing & pressing enter

YOUR CART

LEE CRONIN - LA MUMMIA

RECENSIONE

LEE CRONIN - LA MUMMIA: SOGNANDO PAZUZU

​Al suo terzo lungometraggio il regista irlandese Lee Cronin approda nella produzione Blumhouse, la più grande, per quantità di fatturato e film realizzati, casa di produzione horror nata dopo il 2000.

Dopo aver diretto La Casa - Il risveglio del male: il nuovo capitolo del franchise di Evil Dead ideato da Sam Raimi nel 1981, Lee Cronin sbarca nell’universo della mummia, a seguito del fallimentare tentativo di revival da parte dell’Universal con La mummia (2017) di Alex Kurtzman, che ha messo la pietra tombale sul possibile Dark Universe della casa di produzione fondata da Carl Laemmle.

Già con il suo precedente film avevamo inteso che il sogno nel cassetto del regista è quello di realizzare la sua personale versione dell’Esorcista. La Casa - Il risveglio del male in fondo non era altro che una variazione sul tema, con la protagonista impossessata da un spirito demoniaco chiusa all’interno di un palazzo. La direzione che il regista dà a questa versione della mummia non si sposta dal suo desiderio, anche qui è presente un corpo impossessato, vomitante, contorto e poco mummificato.

La famiglia Cannon — composta dal padre Charlie (Jack Reynor), la madre Larissa (Laia Costa) in dolce attesa, e i due figli Seb e Katie — vive in Egitto a causa del lavoro da giornalista di Charlie. Un giorno Katie viene avvicinata da una misteriosa donna che l’attira con dolciumi, sparendo senza lasciare traccia. Otto anni dopo, la famiglia trasferitasi ad Albuquerque riceverà una chiamata dal Cairo: Katie (Natalie Grace) è stata ritrovata all’interno di un sarcofago, in condizioni fisiche degradate e psicologicamente scossa. Il suo ritorno a casa si rivelerà tutt’altro che semplice.
Foto
​È paradossale che un film che porta il nome del regista nel titolo sia privo di personalità, sovrapponibile a un qualsiasi horror Blumhouse standard, uno di quelli appartenenti all’universo ideato da James Wan — qui co-produttore del film — all’interno della Warner Bros. con The Conjuring e poi approdato nella casa di Jason Blum con gli Insidious e Annabelle. Perché Lee Cronin - La mummia si affida a una costruzione orrorifica che abbiamo già visto e di cui siamo assuefatti, con l’utilizzo di rumori forti e una ricercatezza dell’immagine disturbante ma che si fa fagocitare dal grande effetto digitale e che disturba soltanto per il caos narrativo che crea.

E se Lee Cronin a volte dimostra una buona capacità di costruire l’immagine e la singola sequenza — ci ricordiamo la cosa migliore di La casa - Il risveglio del male: l’incipit — qui viene limitato da un montaggio insufficiente, che non riesce a gestire i ripetuti e frastornanti cambi di luoghi presenti soprattutto nella prima parte del film.
Foto
​Cronin cerca di seguire anche una direzione dettata da un certo tipo di elevated horror, la durata della pellicola è di 134 minuti — raro per una produzione Blumhouse -- e il film abbraccia il tentativo di ragionare sul nucleo familiare, soprattutto sul ruolo dei genitori, tra senso di colpa e accuse reciproche. In questo, Cronin trova un’ottima alleata in Laia Costa, che interpreta il suo ruolo con intensità, credendo nel dramma vissuto dal suo personaggio.

Peccato che questi sforzi si scontrano con una narrazione che perde spesso il focus e che rende il personaggio centrale del film, la mummia, il meno interessante di tutti: quello che abbiamo la sensazione di aver già visto altre volte. E non basta cambiare il nome di Pazuzu, nella speranza che prima o poi questa versione dell’Esorcista tanto ricercata da Lee Cronin possa essere realizzata, soddisfacendo il suo desiderio registico.
Clicca qui per sostenere Addiction Cinema
Di Saverio Lunare
19/04/2026

Email

[email protected]