L'ISOLA DEI RICORDI - SOGNANDO MOBY DICK NEGLI ULTIMI GIORNI DI GUERRA
Puoi togliere un regista dai confini, ma non puoi togliere i confini da un regista. O almeno, non puoi se quel regista è Fatih Akin. Il cineasta di Amburgo ha sempre raccontato personaggi che vivono ai confini, non soltanto geografici ma anche sociali.
Dalla consacrazione ricevuta con la vittoria dell’Orso d’oro per La sposa turca (2004), passando per uno dei suoi film più belli Ai confini del paradiso (2006) — che lo esplicita già dal titolo — arrivando ai suoi ultimi film biografici Il mostro di St. Pauli (2019) e Rheingold (2022), i personaggi e i luoghi del cinema di Fatih Akin rappresentano sempre uno stato periferico, dislocato dal centro nevralgico degli eventi.
L’isola dei ricordi si innesta perfettamente all’interno del suo cinema e del suo percorso autoriale, nonostante una forma che sembra essere inedita per il regista e un racconto intimo e personale che appartiene a Hark Bohm, co-sceneggiatore di alcuni dei film di Akin e attore tedesco che ha vissuto il suo exploit negli anni ‘70, scomparso nel 2025.
Dalla consacrazione ricevuta con la vittoria dell’Orso d’oro per La sposa turca (2004), passando per uno dei suoi film più belli Ai confini del paradiso (2006) — che lo esplicita già dal titolo — arrivando ai suoi ultimi film biografici Il mostro di St. Pauli (2019) e Rheingold (2022), i personaggi e i luoghi del cinema di Fatih Akin rappresentano sempre uno stato periferico, dislocato dal centro nevralgico degli eventi.
L’isola dei ricordi si innesta perfettamente all’interno del suo cinema e del suo percorso autoriale, nonostante una forma che sembra essere inedita per il regista e un racconto intimo e personale che appartiene a Hark Bohm, co-sceneggiatore di alcuni dei film di Akin e attore tedesco che ha vissuto il suo exploit negli anni ‘70, scomparso nel 2025.
Nanning (Jasper Billerbeck) è un dodicenne originario di Amburgo che sta passando gli ultimi giorni della seconda guerra mondiale sull’isola di Amrum, emarginata dal centro della Germania e apparentemente intoccata dagli eventi bellici. Quando alla radio sua madre Hillie (Laura Tonke) scopre della caduta di Hitler sprofonda nella depressione.
I riferimenti al grande cinema neorealista italiano sono immediati. Da De Sica a Rossellini, con i bambini protagonisti di racconti ambientati durante epoche belliche o post-belliche e attraverso le loro odissee infantili di piccole azioni che vengono ampliate dallo sguardo di un bambino.
Il confine geografico dell’isola di Amrum diventa anche un confine storico, con il passaggio tra la vecchia Germania a quella nuova e i ricordi d’infanzia sembrano cambiare le immagini e i colori, rendendo gli avvenimenti perennemente in bilico tra il realismo e la fiaba; quasi come se fossero usciti dalle pagine di un Melville o di un qualsiasi grande romanzo d’avventura, uno di quelli che leggiamo da ragazzi.
Ed è così che rimediare un po’ di zucchero o della farina per impastare il pane bianco diventano imprese avventurose per il giovane protagonista del film. Tra maree e pescatori, tra giovani polacchi emarginati e zii fedeli al credo hitleriano, con la guerra che viene ascoltata più che vissuta personalmente e con la sensazione che New York sia vicina quanto Monaco.
I riferimenti al grande cinema neorealista italiano sono immediati. Da De Sica a Rossellini, con i bambini protagonisti di racconti ambientati durante epoche belliche o post-belliche e attraverso le loro odissee infantili di piccole azioni che vengono ampliate dallo sguardo di un bambino.
Il confine geografico dell’isola di Amrum diventa anche un confine storico, con il passaggio tra la vecchia Germania a quella nuova e i ricordi d’infanzia sembrano cambiare le immagini e i colori, rendendo gli avvenimenti perennemente in bilico tra il realismo e la fiaba; quasi come se fossero usciti dalle pagine di un Melville o di un qualsiasi grande romanzo d’avventura, uno di quelli che leggiamo da ragazzi.
Ed è così che rimediare un po’ di zucchero o della farina per impastare il pane bianco diventano imprese avventurose per il giovane protagonista del film. Tra maree e pescatori, tra giovani polacchi emarginati e zii fedeli al credo hitleriano, con la guerra che viene ascoltata più che vissuta personalmente e con la sensazione che New York sia vicina quanto Monaco.
Di Saverio Lunare
13/03/2026