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PER BRADY CORBET FARE CINEMA INDIPENDENTE È UN'ALTRA COSA

SPECIALE


​PER BRADY CORBET FARE CINEMA INDIPENDENTE È UN'ALTRA COSA

“Quando scrivo un film in testa lo sto già producendo, tenendo conto del budget sin dalla fase di creazione. Per me produrre significa attualizzare un’idea”

Nella sua lezione di cinema condotta a Bologna nei giorni successivi al Festival del Cinema Ritrovato, Brady Corbet ha analizzato il suo ruolo da regista indipendente, capace di non realizzare film che vengono solitamente associati al cinema “indie”, ma di avere in testa un’idea di cinema che non si pone limitazioni produttive, nonostante le sue pellicole possiedono budget ridotti (dai 2,7 milioni per L’infanzia di un capo ai poco meno di 10 per The Brutalist).

Corbet fa l’esempio della già memorabile sequenza iniziale di The Brutalist, con lo sbarco del personaggio di Adrien Brody in America. Non sarebbe stato gestibile girare quella sequenza in una nave con migliaia di comparse, dato il budget di produzione. Dunque il regista statunitense ha deciso di giocare con le ombre e le silhouette, ambientandola sul fondo di una nave con un massimo di cinquanta comparse, riuscendo a ridurre i costi senza perdere l’impatto emotivo della sequenza.
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Il regista statunitense ha raccontato del suo rapporto con Mona Fastvold: sua compagna non soltanto nella vita personale, ma anche professionale. Le difficoltà iniziali nel portare a termine i rispettivi progetti, ha portato i due a collaborare. Corbet descrive come Mona Fastvold abbia dato nuovo vigore alla sceneggiatura de L’infanzia di un capo in un periodo in cui il regista temeva di dare un taglio troppo teatrale alla sua pellicola. Questa influenza e completezza reciproca è uno dei segreti della coppia, con il “muscolo” della scrittura, come lo definisce il regista, che è costantemente allenato e stimolato.
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Durante la masterclass è stata percorsa anche la carriera da baby attore di Corbet, iniziata a sette anni. Il regista dichiara che la consapevolezza che questo ambito del cinema avesse una vita limitata all’interno della sua carriera, lo ha aiutato a gestire il suo ruolo e a vivere questa fase pragmaticamente. Successivamente il regista di The Brutalist ha raccontato le due esperienze più grandi avute come attore: con Michael Haneke per il remake americano di Funny Games e con Lars Von Trier per Melancholia. Con il primo è nato tutto dal loro incontro durante una proiezione di Storie - codice sconosciuto, con uno scambio continuo di email e con l’opportunità di collaborare una volta che Corbet è venuto a conoscenza che Haneke stesse girando il suo primo film in territorio statunitense; con Lars Von Trier è nato tutto durante il Festival del cinema di Cannes, mentre il regista stava cercando produttori per il suo esordio e aveva già smesso di recitare, ma l’incontro con il produttore del regista danese e la possibilità di lavorare per un suo film, lo ha portato ad accettare il ruolo.
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Infine il regista ha parlato del suo nuovo progetto: un film sulla storia economica della California ambientato durante 150 anni, che si piazza facilmente come uno dei titoli più attesi nelle prossime stagioni cinematografiche.
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Di Saverio Lunare
03/07/2025

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