Addiction Cinema
  • Home
  • I migliori film dell'anno
  • Sostieni Addiction Cinema
  • FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA
  • Biografilm Festival
  • Il Cinema Ritrovato
  • RASSEGNA BUIO
  • Home
  • I migliori film dell'anno
  • Sostieni Addiction Cinema
  • FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA
  • Biografilm Festival
  • Il Cinema Ritrovato
  • RASSEGNA BUIO
Search by typing & pressing enter

YOUR CART

MATERIAL LOVE

RECENSIONE


​MATERIAL LOVE - IL SECONDO FILM È SEMPRE IL PIÙ DIFFICILE NELLA CARRIERA DI UNA REGISTA

Prendiamo in prestito — plasmandolo al nostro servizio — l’iconico ritornello scritto e interpretato da Caparezza ne Il secondo secondo me per poter analizzare il nuovo film diretto da Celine Song, regista che nel 2023 ci aveva folgorati con il suo esordio Past Lives (uscito nelle sale italiane nel 2024).

Material Love (Materialists) — il secondo lungometraggio diretto dalla regista naturalizzata canadese — mette in mostra un altro lato di Celine Song. Il film possiede un cast di fama globale, ha le atmosfere da rom com e — nonostante mantenga una produzione indipendente — è proiettato verso un pubblico di larga scala (non che Past Lives fosse stato un insuccesso anzi, ma ha beneficiato del passaparola e della spinta positiva della critica dopo la presentazione alla Berlinale). Insomma, Material Love è un altro tipo di film, è un’altra direzione che la regista ha cercato di prendere per la sua seconda regia, e questo è ammirevole. Non si è adagiata nella comfort zone festivaliera, non ha ripetuto la ricetta vincente di Past Lives, ha provato a mettere in mostra qualità registiche in un “campo da gioco” differente, quello capace di attrarre anche il pubblico generalista, oltre che i soliti cinefili.

Ma, se è vero che il secondo film è sempre il più difficile nella carriera di una regista — come il secondo album in quella di un artista — Celine Song non riesce a oltrepassare questa difficoltà, perché se il coraggio è ammirevole, la resa finale della sua pellicola lascia l’amaro in bocca.
Lucy (Dakota Johnson) è una matchmacker di New York, il suo lavoro consiste nel combinare appuntamenti tra single. Quando a un matrimonio farà la conoscenza di Harry (Pedro Pascal), pezzo grosso della finanza, può dare una sterzata definitiva alla sua vita sentimentale ed economica. Ma nella stessa serata incontrerà John (Chris Evans), il suo ex tutt’altro che benestante che, forse, prova ancora qualcosa per lei.
Foto
Material Love pecca di essere estremamente scolastico. Nel suo voler avvicinarsi al grande pubblico, la regista sembra sottovalutarlo, affidandosi a meccanismi cinematografici troppo semplici e immediati. Per evidenziare come i rapporti siano universali, il film si apre con una coppia primitiva che si relaziona sentimentalmente; per mettere in scena le differenze economiche si affida alla macchina a mano nell’interno della casa “proletaria” e camera fissa, con movimenti eleganti, in quella del ricco. Sono queste — semplici, per non dire semplicistiche — trovate a rendere Material Love una pellicola dal passo prevedibile e dalla fastidiosa canonicità, laddove nel suo film precedente Celine Song era riuscita nell’impresa di mettere in scena sentimenti intimi e personali, rendendoli percepibili universalmente, senza ricorrere a semplificazioni narrative e registiche.

La cosa più interessante del film è indubbiamente il mestiere di Lucy, una donna che funge da applicazione (Tinder, Meetic, ecc.). Il suo ruolo nella contemporaneità è affidato a della app, sono gli algoritmi ad accoppiare gusti, desideri, aspettative e possibili nuovi amori. Nel film tocca a lei sostituire l’algoritmo studiando i propri clienti, senza possibilità di sbagliare dato che si tratta, come le ripeterà una sua fondamentale — per la narrazione del film — cliente , di persone.

Probabilmente, nel 2025 non è il massimo fare un film per affermare che l’amore non è una scienza esatta. Soprattutto se a realizzarlo è la regista che porta sulle spalle il peso di aver fatto un esordio dell’importanza di Past Lives. Ma sappiamo tutti che il secondo film è sempre il più difficile nella carriera di una regista, a questo punto tocca aspettare con trepidazione il terzo.
Clicca qui per sostenere Addiction Cinema
Di Saverio Lunare
10/09/2025

Email

[email protected]