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I REGISTI DI VENEZIA 82: MONA FASTVOLD

SPECIALE

I REGISTI DI VENEZIA 82: IL FILM MUSICALE DI MONA FASTVOLD

Presentato all’81ª edizione della Mostra del Cinema di Venezia, The Brutalist ha ottenuto riconoscimenti e consensi nei più importanti festival internazionali, segnando una tappa decisiva nella carriera di Brady Corbet. Regista e sceneggiatore statunitense, Corbet ha iniziato il suo percorso nel mondo del cinema come attore, lavorando con maestri del calibro di Michael Haneke e Lars von Trier, per poi affermarsi dietro la macchina da presa come una delle voci più promettenti del cinema d’autore contemporaneo. Solo il pubblico più attento e la critica affezionata ai festival sanno che dietro le sceneggiature del giovane regista si cela la penna di Mona Fastvold, sceneggiatrice e regista norvegese. Dopo il suo esordio nel 2014 con The Sleepwalker, la Fastvold è tornata a farsi notare nel circuito festivaliero nel 2020 con The World to Come, un melodramma in costume con Katherine Waterston e Vanessa Kirby, presentato in concorso alla 77ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.
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Sul suo rapporto con Brady Corbet, compagno non solo nella vita professionale ma anche privata, è impossibile non soffermarsi, poiché i due hanno collaborato sin dall’inizio delle loro carriere, l’una per i lavori dell’altro e vice-versa. Le difficoltà incontrate nella realizzazione dei primi film li hanno spinti a stringere un solido sodalizio artistico, iniziato con il contributo di Fastvold alla sceneggiatura de L’infanzia di un capo — presentato nella sezione Orizzonti del Festival di Venezia 2015 — in un momento in cui Corbet temeva che il film potesse assumere toni eccessivamente teatrali.
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Oggi, con l’ultima opera firmata da Fastvold, i ruoli si invertono ancora una volta, confermando la natura dinamica e paritaria del loro dialogo creativo. La Fostvold presenterà in concorso all’ 82ª edizione della Mostra internazionale d'arte cinematografica The Testament of Ann Lee, film in cui ci riporta in una dimensione storica in costume, e se la poesia era la vera protagonista di The World to Come questa volta probabilmente è il turno della musica.

Definito come un film musicale, il nuovo lavoro — girato in 70 mm — vede Amanda Seyfried nei panni di Ann Lee, carismatica fondatrice della setta religiosa degli Shakers nel XVIII secolo. Il culto, noto per i suoi rituali di stampo coreutico-musicali, prevedeva danze collettive e tremori del corpo come forme di purificazione spirituale e resistenza alle tentazioni.
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Ancora una volta, Mona Fastvold sembra voler indagare la figura femminile da una prospettiva lucida e mirata. Se in The World to Come prende forma l’utopia di poter amare liberamente chi si desidera, in The Testament of Ann affiora quella, forse ancor più radicale, di edificare una comunità regolata da usanze autonome, fondata — e guidata — da una donna che molti, all’epoca, considerarono una sorta di “Gesù al femminile”.
A noi non resta che attendere per scoprire in che nuovo mondo Mona Fastvold ci porterà.
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Di Simona Rurale
08/08/2025

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