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I REGISTI DI VENEZIA 82: NOAH BAUMBACH

SPECIALE

I REGISTI DI VENEZIA 82: NOAH BAUMBACH, TRA GIOVANI ALLA RICERCA DI SE STESSI E ADULTI INCAPACI DI RESTARE INSIEME

Quando nel 2019 Noah Baumbach ha presentato in concorso — all’76a edizione del Festival del cinema di Venezia — Storia di un matrimonio, tutti pronosticavano potesse entrare nel palmarés e aggiudicarsi un premio importante. Dal Leone d’oro — poi assegnato al Joker di Todd Phillips — al premio per la miglior sceneggiatura, il film di Baumbach era dato per sicuro vincente. E invece, a sorpresa, la giuria presieduta da Lucrecia Martel ha escluso Storia di un matrimonio dai premi. Una ferita aperta che il regista newyorkese cercherà di ricucire quest’anno con il suo Jay Kelly, in concorso all’82a edizione della Mostra.
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Noah Baumbach esordisce nel 1995 con Scalciando e strillando, un film sulla perdizione di una generazione americana post college, tra sogni ancora percorribili e la ricerca del proprio ruolo nella società. Ricerca che sarà il fulcro di Frances Ha (2012) tra i film più belli del regista e consolidamento del rapporto con la sua attuale compagna artistica e di vita: Greta Gerwig. Ed è proprio lei a correre per le strade di New York sotto le note di Modern Love di David Bowie — una grande citazione alla corsa di Denis Lavant in Rosso Sangue (1986), capolavoro di Leos Carax — e a vagare nella Grande Mela tra relazioni andate male e un senso di costante inadeguatezza.
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Se Frances Ha rappresenta la consacrazione di un regista che si è sempre mosso nell’indipendenza, creando una propria ‘Factory’ in cui potersi muovere liberamente, il primo grande film realizzato da Baumbach risale al 2005 con Il calamaro e la balena, un preludio di ciò che farà circa quindici anni dopo con Storia di un matrimonio. Il calamaro e la balena è il racconto di un matrimonio tra due egoriferiti artisti arrivato ormai al punto conclusivo, ma a differenza di Storia di un matrimonio, lo sguardo attraverso cui lo spettatore deve vivere la separazione è quello dei figli della coppia : Walt (Jesse Eisenberg) e Frank (Owen Kline).
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Il rapporto tra Noah Baumbach e il Festival del cinema di Venezia è iniziato con un documentario presentato fuori concorso: De Palma (2015), ovviamente dedicato all’omonimo grande regista americano. Dopo una breve intrusione in concorso a Cannes con The Meyerowitz Stories (2017), quando ancora i film distribuiti da Netflix non erano omessi dal Festival francese — perché con The Meyerowitz Stories inizia il rapporto tra Netflix e il regista, ormai consolidato e che vedrà Jay Kelly come la quarta collaborazione tra la società di streaming e il regista newyorkese — Baumbach partecipa per la prima volta in concorso al Festival di Venezia con Storia di un matrimonio e farà il suo ritorno al Lido con Rumore Bianco  — film che ha aperto la 79a edizione del Festival — e che visto il regista confrontarsi con il romanzo di DeLillo, incappando in un progetto forse troppo ambizioso anche per un grande regista come lui.
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A distanza di tre anni dalla sua ultima opera, Noah Baumbach tornerà a presentare un film a Venezia e noi non possiamo far altro che attenderlo e sperare in un suo ritorno in grande stile.
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Di Saverio Lunare
09/08/2025

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