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PAUL & PAULETTE TAKE A BATH

RECENSIONE

PAUL & PAULETTE TAKE A BATH - LA DECOSTRUZIONE DELLA ROM-COM

​C'era una volta una ragazza, c'era una volta un ragazzo: questa la promessa fiabesca che introduce Paul & Paulette Take a Bath, lungometraggio d’esordio di Jethro Massey. Lei una ragazza francese dai modi bizzarri e con una storia familiare complicata. Lui un quieto ragazzo americano arrivato a Parigi con il sogno di diventare un fotografo. Tutto sembra annunciare un ritorno alle commedie romantiche più sfrenate. Eppure, basterà il loro primo incontro a scardinare ogni certezza dello spettatore.
 
Paul (Jérémie Galiana) e Paulette (Marie Benati), infatti, trovano la ragione del loro legame in una passione condivisa per i crimini più macabri della storia dell’umanità, che si divertono a simulare tra le strade di Parigi. La capitale francese, classica meta artistica e scenario di innumerevoli film romantici, diventa così teatro degli orrori tramite il dialogo costante tra diverse epoche storiche che i due integrano nel presente. Paul e Paulette trasformano il passato in un’esperienza sensoriale completa, immaginando persino il sapore dei corpi dei personaggi storici evocati. Ma la storia è rivitalizzata soprattutto attraverso il montaggio che inserisce sulle messe in scena dei protagonisti le vere immagini d’epoca e i frammenti sonori, come il rumore di una vera ghigliottina o i discorsi dei dittatori.
 
Il conflitto principale di Paul e Paulette si articola proprio attorno a questo loro passatempo: per lei la morte annulla il tempo e dà valore al singolo istante. Per lui, invece, è la storia ad avere questo ruolo. La sua personale ricerca del momento perfetto guida il suo sguardo fotografico, ma in quanto indice di una narrazione più ampia da costruire nel tempo. Quando i due si avvicinano sul piano fisico, il voice-over delle loro riflessioni personali fa da sottofondo sonoro all’azione, facendo incontrare in quell’istante finalmente anche le loro dimensioni personali e temporali. È lì che lei dichiara di amarlo, ma in quel momento temporale.
Foto
​Il passato si fa quindi strumento di riconciliazione con il presente, pretesto per indagare gli abissi interiori dei protagonisti celati dietro la ricerca dell’attimo perfetto. Ma se nelle rom-com classiche il momento di massima tensione è l’avvicinamento dei personaggi principali, in Paul & Paulette Take a Bath, la scena è disturbata dagli scatti di una macchina fotografica che segnano stacchi innaturali, intervallati da immagini di diverse persone che hanno condiviso la stessa stanza prima di loro, demolendo qualsiasi illusione di unicità del momento.
 
Massey rifiuta così il lieto fine fiabesco, ricordandoci che l’attimo perfetto non deve necessariamente essere la base per costruire qualcosa di più grande che lo possa superare e durare “per sempre”, come ci promettono le commedie romantiche dell’era d’oro. Pur portandosi dietro diversi cliché nella scrittura e nella costruzione delle inquadrature, Paul & Paulette Take a Bath tenta di rispondere alle mancanze del genere, i cui codici e temi risultano ormai insufficienti a rappresentare le relazioni contemporanee. Eppure, svuotare la struttura delle rom-com non ne indica tanto la fine quanto il bisogno di rinnovamento, per incontrare lo spettatore di oggi senza glissare sulla complessità della sua realtà, perché, come dice Paulette, “quando si guarda nell’abisso è bene avere qualcuno che ti tenga la mano”.
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Di Roberta Bellia
04/03/2026

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