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PETER HUJAR'S DAY

RECENSIONE

PETER HUJAR'S DAY - IL ROMANZO BEAT ALL'INTERNO DI UNA NORMALE GIORNATA NEWYORKESE

​Vedere Peter Hujar’s Day — l’ultimo film di Ira Sachs, presentato al Sundance Film Festival nel 2025 e ancora inedito in Italia — equivale a immergersi in un libro Beat, sfogliarlo pagina dopo pagina, perdendosi nella quantità di divagazioni estremamente dettagliate di nomi, azioni, luoghi e sensazioni.

Nel ricreare il dialogo che il fotografo statunitense Peter Hujar (Ben Whishaw) ha avuto con la scrittrice Linda Rosenkrantz (Rebecca Hall) nel 1974, Ira Sachs sceglie una messa in scena tattile, come lo sono le immagini graffiate dalla pellicola. Ogni oggetto presente nell’inquadratura sembra avere un ruolo preciso, e non soltanto nella composizione estetica, elegante e minimalista, ma anche nella sua finalità immersiva.

Esattamente come in un libro appartenente alla Beat Generation, la giornata raccontata da Peter Hujar a Linda Rosenkrantz non segue una linearità standardizzata, ma esprime il cuore pulsante di una città (New York) in fermento culturale; con la vita e la quotidianità degli artisti connessa alla loro produzione artistica.
Foto
​Allen Ginsberg, William S. Burroughs, Susan Sontag e Fran Lebowitz sono solo alcuni dei nomi che si sono fatti ritrarre dal grande fotografo e che vengono citati da Hujar nel dialogo con la scrittrice. La distanza tra le opere e la loro vita si assottiglia ogni volta che Hujar racconta un avvenimento o un dialogo che ha avuto con uno di questi artisti; tutto ciò che vive e che ha vissuto il fotografo — anche solo all’interno di una singola giornata — è stato espresso attraverso i suoi scatti, attraverso il suo mezzo.

Così come il nastro con cui Rosenkrantz ha catturato quel flusso continuo di parole — ripreso con molta attenzione da Sachs, come se fosse il terzo protagonista del film — è anch’esso il mezzo artistico con cui la scrittrice cattura — come una pellicola fa con un’immagine, statica o in movimento — le voci, per poi trascriverle e comporre i suoi scritti.

Eccezionale è il lavoro svolto dai due attori protagonisti (anche co-produttori del film), che in ogni movimento del corpo e in ogni singola parola pronunciata comunicano la New York degli anni ‘70 e il suo significato generazionale.

Peter Hujar’s Day è la messa in scena — amplificata da inquadrature del set, con tanto di ciak iniziale e applauso di fine riprese — di un incontro fondamentale che esprime un modo di essere e un modo di vivere e che racconta una generazione. Con una lacrima che riga il volto, rappresenta anche la fine di qualcosa, con l’avvento nel decennio successivo del virus che ha strappato la vita — e dunque l’arte — di tanti, irripetibili, creativi.
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Di Saverio Lunare
26/02/2026

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