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C'È ANCORA DOMANI

RECENSIONE

C'è ANCORA DOMANI

Quello di Paola Cortellesi è un esordio che attinge al passato per parlare al presente. L’estetica e il contesto del neorealismo rosa si unisce allo stile della commedia all’italiana in un film che parla del tempo: di quello che è stato e di come se oggi non cambierà c’è ancora domani.

​In una Roma del dopoguerra e pre-repubblicana seguiamo la routine di Delia (Paola Cortellesi), una donna comune che non può e non deve essere altro che questo. Una madre il cui più grande difetto secondo il marito Ivano (Valerio Mastandrea) ed il suocero è quello di parlare troppo, di rispondere, di non rimanere in silenzio di fronte all’autorità maschile.

Seguiamo la routine quotidiana di Delia fatta di lavoretti da cui detrae alcuni soldi tenendoseli per sé (”Come fai a rubare i soldi se sono tuoi?”; le domanda la sua amica Marisa (Emanuela Fanelli). Una routine fatta di sguardi rivolti ad un uomo per un amore del passato e forse mai nato, fatta di violenza domestica normalizzata persino dai figli (che dopo uno sguardo del padre capiscono tutto e si chiudono in camera aspettando che le botte finiscano).
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Paola Cortellesi punta i riflettori verso la banalità del male di tutti i giorni, verso donne invisibili e mai celebrate guardando il passato con lo sguardo del presente. C’è ancora domani è anche una storia d’amore: non tra uomini e donne ma tra madri e figlie, tra le donne di ieri e le donne di domani. Delia è disposta a tutto pur di promettere un futuro migliore a sua figlia Marcella, la stessa figlia che è sempre arrabbiata con la madre perché in lei vede tutto ciò che non vuole essere, e non vuole diventare. Basterà una misteriosa lettera con scritto il suo nome per spingere Delia ad alzare la testa e sperare ancora nel domani, capire che non è vero che non vale niente, come tutti le hanno insegnato, perché su quella lettera c’è il suo nome.

​C’è ancora domani è un’altalena tra dramma e commedia senza un minimo di nostalgia, con canzoni anacronistiche alla Sofia Coppola e balletti che edulcorano delle violenze come in un film musical di Lars Von Trier. Con un finale sorprendente, beffardo e rivelatorio l’esordio di Paola Cortellesi è il film italiano dal miglior incasso del 2023 che ci meritavamo.

​Di Simona Rurale

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