A QUIET PLACE - GIORNO 1
Non aggiunge nulla (o quasi) alla saga principale, né narrativamente, né stilisticamente, ma A Quiet Place - Giorno 1 si rivela essere un inusuale e ben realizzato prodotto cross mediale. Il film diretto da Michael Sarnoski utilizza metodi semplici per creare tensione ed empatia, non rinnegando mai il proprio essere B movie anzi, fa di questa appartenenza il proprio punto di forza.
Samira (Lupita Nyong’o) soffre di una malattia terminale, quando New York viene attaccata dall’invasione aliena, la donna cercherà di aiutare Eric (Joseph Quinn) a raggiungere le imbarcazioni che partono da New York con lo scopo di scappare dall’invasione via mare.
La struttura narrativa è quella videoludica: brevi missioni da compiere durante il grande viaggio centrale della storia, addirittura è presente anche il cambio del personaggio principale (da Samira si passa ad Eric) tipica dei prodotti videoludici (basti osservare The Last of Us: vero e proprio creatore di standard e topoi narrativi del genere).
Samira (Lupita Nyong’o) soffre di una malattia terminale, quando New York viene attaccata dall’invasione aliena, la donna cercherà di aiutare Eric (Joseph Quinn) a raggiungere le imbarcazioni che partono da New York con lo scopo di scappare dall’invasione via mare.
La struttura narrativa è quella videoludica: brevi missioni da compiere durante il grande viaggio centrale della storia, addirittura è presente anche il cambio del personaggio principale (da Samira si passa ad Eric) tipica dei prodotti videoludici (basti osservare The Last of Us: vero e proprio creatore di standard e topoi narrativi del genere).
A Quiet Place - Giorno 1 non possiede un arco narrativo complesso e a differenza della saga principale non cerca di teorizzare discorsi sociali che riguardano il collettivo (il tema ecologico ad esempio), ma riesce a catalizzare il focus su sentimenti molto semplici e d’impatto: l’accettazione della fine, la nostalgia di un ricordo perduto e il sacrificio finalizzato ad aiutare il prossimo. Nessuna grande caratterizzazione dei personaggi dunque, ma rapporti molto semplici e sentimenti universali, esattamente come i B movie sanno fare ed è giusto che facciano.
Una pellicola che sceglie di non avere una direzione produttiva molto chiara (dove si innesta questo spin off rispetto all’arco principale e dove esattamente va a parare?) ma che grazie ad una onesta e ben realizzata fattura complessiva (con fiera appartenenza ai B movie), non delude lo spettatore e gli regala 99 minuti di semplice ma efficace intrattenimento.
Di Saverio Lunare
Una pellicola che sceglie di non avere una direzione produttiva molto chiara (dove si innesta questo spin off rispetto all’arco principale e dove esattamente va a parare?) ma che grazie ad una onesta e ben realizzata fattura complessiva (con fiera appartenenza ai B movie), non delude lo spettatore e gli regala 99 minuti di semplice ma efficace intrattenimento.
Di Saverio Lunare