Bardo, la cronaca falsa di alcune veRITÀ
Una cosa è certa: per Alejandro González Iñárritu il Messico è sinonimo di morte, di pericolo e ingiustizia.
Lo ha dimostrato sin dal suo film d’esordio: Amores Perros (2000), e anche nella sua ultima opera, presentata alla 79ª edizione del festival del cinema di Venezia, il Messico appare come un luogo da cui fuggire, da cui stare alla larga.
Silverio Gama (Daniel Giménez) è un giornalista e documentarista messicano, diviso tra il suo Paese e gli Stati Uniti dove vive e ha deciso di far crescere i suoi figli.
Iñárritu analizza il suo ruolo sociale nel Paese latino americano, le sue contraddizioni e anche la sua ipocrisia, ed è proprio quest’ultimo aspetto che fa di Bardo un film che non abbraccia l’autoindulgenza, anzi cerca di portare in rilievo le problematiche che una figura come il regista di Città del Messico (attraverso il suo alter-ego cinematografico: Silverio) deve assumersi e che non sempre riesce ad affrontare.
Ad esempio l’essere un intellettuale borghese in un Paese che ha quasi abbandonato ideologicamente, per abbracciare la culla dell’imperialismo che di sofferenze al suo Messico ne ha inflitte molte e la responsabilità di raccontare la situazione del proprio Paese natio.
Il dialogo fittizio tra Silverio ed un ipotetico Hernán Cortés fa emergere a pieno le contraddizioni del Messico, tutto è nato dal sangue dei nativi americani, dall’imperialismo da parte dei sanguinari spagnoli capitanati dal generale Cortés.
Tutto torna, una ruota che gira, tra desaparecidos e dittature. la morte fa sempre da protagonista nella Nazione, è lei la regina.
Il Messico è nato così e non intende cambiare, Silverio (quindi Iñárritu) analizza questo del suo Paese, ma cosa fare quando diventi “re”? Quando ormai sei cullato dal resto del mondo e sei protetto ed elogiato da quella Nazione che vuole erigere un muro? Cosa fare quando sei il primo intellettuale messicano a ricevere un premio made in USA? (chiaro riferimento alla sfilza di Oscar ricevuti per Birdman (2014)
Tutto ciò rende Bardo - La cronaca falsa di alcune verità un grande film, tra oniricità e quotidianità, ma sempre all’insegna di un tema portante: la contraddizione.
Di Saverio Lunare
Lo ha dimostrato sin dal suo film d’esordio: Amores Perros (2000), e anche nella sua ultima opera, presentata alla 79ª edizione del festival del cinema di Venezia, il Messico appare come un luogo da cui fuggire, da cui stare alla larga.
Silverio Gama (Daniel Giménez) è un giornalista e documentarista messicano, diviso tra il suo Paese e gli Stati Uniti dove vive e ha deciso di far crescere i suoi figli.
Iñárritu analizza il suo ruolo sociale nel Paese latino americano, le sue contraddizioni e anche la sua ipocrisia, ed è proprio quest’ultimo aspetto che fa di Bardo un film che non abbraccia l’autoindulgenza, anzi cerca di portare in rilievo le problematiche che una figura come il regista di Città del Messico (attraverso il suo alter-ego cinematografico: Silverio) deve assumersi e che non sempre riesce ad affrontare.
Ad esempio l’essere un intellettuale borghese in un Paese che ha quasi abbandonato ideologicamente, per abbracciare la culla dell’imperialismo che di sofferenze al suo Messico ne ha inflitte molte e la responsabilità di raccontare la situazione del proprio Paese natio.
Il dialogo fittizio tra Silverio ed un ipotetico Hernán Cortés fa emergere a pieno le contraddizioni del Messico, tutto è nato dal sangue dei nativi americani, dall’imperialismo da parte dei sanguinari spagnoli capitanati dal generale Cortés.
Tutto torna, una ruota che gira, tra desaparecidos e dittature. la morte fa sempre da protagonista nella Nazione, è lei la regina.
Il Messico è nato così e non intende cambiare, Silverio (quindi Iñárritu) analizza questo del suo Paese, ma cosa fare quando diventi “re”? Quando ormai sei cullato dal resto del mondo e sei protetto ed elogiato da quella Nazione che vuole erigere un muro? Cosa fare quando sei il primo intellettuale messicano a ricevere un premio made in USA? (chiaro riferimento alla sfilza di Oscar ricevuti per Birdman (2014)
Tutto ciò rende Bardo - La cronaca falsa di alcune verità un grande film, tra oniricità e quotidianità, ma sempre all’insegna di un tema portante: la contraddizione.
Di Saverio Lunare