CLOUD - SPECIALE VENEZIA 81
Che Kurosawa fosse interessato agli sviluppi che la tecnologia (e in particolare il web) può comportare nella vita degli esseri umani, lo si notava dai tempi del meraviglioso Pulse (2001). Un J horror straordinario, dove le paure (e le speranze) del nuovo millennio prendevano vita sotto forma di presenze fantasmatiche.
Nel 2024 il web si è standardizzato, non è più una novità da accogliere come ai tempi di Pulse. Kiyoshi Kurosawa lo sa bene e nel suo Cloud inserisce l’azione in una storia di reselling, creando un originale mix in cui non solo è presente l’ossessione per il denaro e il possedimento, ma anche una filosofia lavorativa su cui si fonda un Paese.
Yoshii (Masaki Suda) decide di lasciare il suo posto di lavoro per intraprendere il business del reselling online, ma quando i suoi clienti scopriranno che la merce venduta è contraffatta, cercheranno in tutti i modi di farsi vendetta da soli.
Cloud si divide in due parti ben distinte, la prima ci permette di entrare nella storia di Yoshii e del suo business, la seconda è un godimento tecnico per gli amanti dell’azione, con sparatorie dirette alla grande e un lavoro sul suono sofisticato.
Nel 2024 il web si è standardizzato, non è più una novità da accogliere come ai tempi di Pulse. Kiyoshi Kurosawa lo sa bene e nel suo Cloud inserisce l’azione in una storia di reselling, creando un originale mix in cui non solo è presente l’ossessione per il denaro e il possedimento, ma anche una filosofia lavorativa su cui si fonda un Paese.
Yoshii (Masaki Suda) decide di lasciare il suo posto di lavoro per intraprendere il business del reselling online, ma quando i suoi clienti scopriranno che la merce venduta è contraffatta, cercheranno in tutti i modi di farsi vendetta da soli.
Cloud si divide in due parti ben distinte, la prima ci permette di entrare nella storia di Yoshii e del suo business, la seconda è un godimento tecnico per gli amanti dell’azione, con sparatorie dirette alla grande e un lavoro sul suono sofisticato.
Sicuramente nella carriera di Kiyoshi Kurosawa Cloud è una novità. Le atmosfere dei film più riusciti del regista giapponese sono trasmutate in un action puro. Le sofisticatezze non mancano, come una meravigliosa sequenza in cui la fila al di fuori di un negozio di fumetti, è prima entusiasta che il commerciante abbia aperto l’attività e subito dopo inferocita quando scoprirà che la nuova action figure di un personaggio dei Manga è sold out (è stato Yoshii ad acquistare tutta la merce per poterla rivendere ad un prezzo maggiorato). Una meravigliosa sequenza per tempi e capacità di inquadrare la modernità.
Da Kurosawa ci si aspetta sempre il massimo, probabilmente Cloud questo massimo non lo raggiunge mai, ma il il film del regista nipponico sorprende per un’onestà concettuale invidiabile. Un Kurosawa minore, ma pur sempre un Kiyoshi Kurosawa.
Di Saverio Lunare
Da Kurosawa ci si aspetta sempre il massimo, probabilmente Cloud questo massimo non lo raggiunge mai, ma il il film del regista nipponico sorprende per un’onestà concettuale invidiabile. Un Kurosawa minore, ma pur sempre un Kiyoshi Kurosawa.
Di Saverio Lunare