Addiction Cinema
  • Home
  • I migliori film dell'anno
  • Sostieni Addiction Cinema
  • FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA
  • Biografilm Festival
  • Il Cinema Ritrovato
  • RASSEGNA BUIO
  • Home
  • I migliori film dell'anno
  • Sostieni Addiction Cinema
  • FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA
  • Biografilm Festival
  • Il Cinema Ritrovato
  • RASSEGNA BUIO
Search by typing & pressing enter

YOUR CART

EL CONDE

RECENSIONE

EL CONDE ​- SPECIALE VENEZIA 80

L’ultimo film di Pablo Larrain è il connubio perfetto di due elementi principali del suo cinema. La biografia di una grande personalità si deforma diventando una fiaba dell’orrore e la critica sociale si fa satira politica con un pizzico di surrealismo e commedia.
​Questa volta (dopo Jackie e Spencer) la grande personalità è Augusto Pinochet che, per Larrain, è un vampiro di 250 anni che ha combattuto ogni rivoluzione da quella francese in poi. Come ogni tiranno che si rispetti per lui essere chiamato assassino è meno grave di essere chiamato ladro, è nostalgico dei “bei vecchi tempi” e i suoi figli (mortali) gli girano intorno per il suo denaro, come dei vampiri senza canini sporgenti, rappresentanti delle generazioni che la tirannia e la repressione ha lasciato dietro di sè. La generazione capitalista del consumo.
La forma è impeccabile nel suo ricordare l’espressionismo col bianco e nero, il contenuto è tragicomico, surreale, grottesco nel raccontare un paese attraverso colui che lo ha distrutto e ancora oggi si nutre del suo sangue.
Picture
El Conde paradossalmente è un film con al centro due figure femminili fondamentali, il biopic sulla “grande personalità maschile” ha come personaggi centrali due donne. La prima è la voce narrante che più avanti, sul finale, si svelerà con un incredibile plot twist. La seconda è una suora, incaricata di “fare uscire il diavolo che c’è in lui”, distruggere il male. Ma in un mondo in cui sembra che non ci siano distinzioni tra umani e vampiri - in cui siamo tutti assetati di sangue o di denaro o di potere -forse ciò che chiamiamo “il diavolo” o “il male” non è una parte individuabile e dissociata dal nostro essere. La donna per adempiere al suo scopo si allontanerà da un Dio che sembra non esistere e si avvicinerà al peccato, come sono destinati a peccare tutti quanti. Il vampiro è Pinochet ma il vampiro siamo anche noi. 

​Di Simona Rurale

Email

[email protected]