FLOW
Non solo post-apocalitico ma post-umano, Flow è una fiaba silenziosa della durata inferiore a 90 minuti in cui l’assenza del dialogo non è mai un ostacolo.
Non è l’uomo a doversi salvare, perché non c’è futuro per lui, ma può ancora esserci per gli esseri viventi che popolano la Terra, che (come l’umano di oggi) devono salvarsi dall’acqua che sale, dalla natura che incombe nelle loro vite, dai cambiamenti impetuosi del clima che costringeranno i personaggi a doversi aiutare l’uno con l’altro per sopravvivere.
Il nostro protagonista, un solitario gattino nero, sarà costretto dalle acque che salgono ad affrontare un viaggio in compagnia di nuove creature, molto diverse da lui per aspetto, carattere e “lingua”. Gli animali, come in una nuova Arca di Noè affrontano insieme le acque, e imparano attraverso un continuo gioco di specchi e di riflessi, a prendere coscienza non solo di sé stessi nel mondo ma anche e soprattutto di sé stessi nella collettività. Un Io nel mondo che diventa presto un Noi nel mondo.
Non è l’uomo a doversi salvare, perché non c’è futuro per lui, ma può ancora esserci per gli esseri viventi che popolano la Terra, che (come l’umano di oggi) devono salvarsi dall’acqua che sale, dalla natura che incombe nelle loro vite, dai cambiamenti impetuosi del clima che costringeranno i personaggi a doversi aiutare l’uno con l’altro per sopravvivere.
Il nostro protagonista, un solitario gattino nero, sarà costretto dalle acque che salgono ad affrontare un viaggio in compagnia di nuove creature, molto diverse da lui per aspetto, carattere e “lingua”. Gli animali, come in una nuova Arca di Noè affrontano insieme le acque, e imparano attraverso un continuo gioco di specchi e di riflessi, a prendere coscienza non solo di sé stessi nel mondo ma anche e soprattutto di sé stessi nella collettività. Un Io nel mondo che diventa presto un Noi nel mondo.
Lo stile che evoca il regista Gints Zilbalodis si avvicina a quello videoludico per forma e contenuto: pochi tratti ma fluidi, piani sequenza immersivi, corse mozzafiato tra i fili d’erba, nei cieli e negli abissi, come se fossimo in prima persona con i personaggi all’interno del film, e poi un connubio perfetto tra realismo e magia, tra scienza e spiritualità, incomunicabilità e condivisione.
Proprio il linguaggio diviene fondamentale, perché non c’è e allo stesso tempo è presente, universale e comprensibile. Gli animali si esprimono attraverso i loro differenti versi eppure riescono a capirsi sempre e incredibilmente, anche noi lo facciamo. E allora, una volta che le barriere sono abbattute, capiamo che il Flow, la corrente che ci spinge avanti tutto, che di fatto fa evolvere queste creature è proprio il passaggio dall’individuale al collettivo, l’unica via per un’evoluzione della specie.
Gints Zilbalodis realizza un film che esalta altezze e profondità, immergendoci in un mondo meraviglioso e impervio capace di esaltare l’emotività del racconto accompagnando il tutto con un esperienza sensoriale ed immersiva, dove ancora una volta dopo Il Robot Selvaggio, l’umano è assente, è superato. L’umanità non può più impartire lezioni, semmai, al contrario, può farsele impartire.
Di Simona Rurale
Proprio il linguaggio diviene fondamentale, perché non c’è e allo stesso tempo è presente, universale e comprensibile. Gli animali si esprimono attraverso i loro differenti versi eppure riescono a capirsi sempre e incredibilmente, anche noi lo facciamo. E allora, una volta che le barriere sono abbattute, capiamo che il Flow, la corrente che ci spinge avanti tutto, che di fatto fa evolvere queste creature è proprio il passaggio dall’individuale al collettivo, l’unica via per un’evoluzione della specie.
Gints Zilbalodis realizza un film che esalta altezze e profondità, immergendoci in un mondo meraviglioso e impervio capace di esaltare l’emotività del racconto accompagnando il tutto con un esperienza sensoriale ed immersiva, dove ancora una volta dopo Il Robot Selvaggio, l’umano è assente, è superato. L’umanità non può più impartire lezioni, semmai, al contrario, può farsele impartire.
Di Simona Rurale