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GLI INDESIDERABILI

RECENSIONE

GLI INDESIDERABILI

​Les Misérables (2019) è stato un esordio indimenticabile, uno di quelli dal forte impatto e che da la sensazione allo spettatore di aver visto qualcosa di realmente innovativo.
Ladj Ly torna in sala con Gli Indesiderabili (Bâtiment 5), sicuramente meno bello del precedente ma con tanto grande cinema al suo interno.

Le tematiche sono molto simili a Les Misérables, un singolo avvenimento fa scaturire una battaglia tra ragazzi di seconda generazione ed esponenti istituzionali francesi, nel film del 2019 era la polizia qui è un novello sindaco dal pugno duro; la goccia che fa traboccare il vaso è la decisione del sindaco di abbattere un palazzo, sfollando intere famiglie durante la notte di Natale.
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Gli indesiderabili non ha quella forza innovativa che aveva Les Misérables, ciò che sa fare Ladj Ly lo sappiamo bene e possiamo aspettarci lo sviluppo battagliero della sua opera, il film si trasforma in una guerra e questo potevamo prevederlo. Ciò che sorprende è l’incredibile forza di alcune sequenze messe in scena dal regista francese: quando le persone sfollate dal palazzo calano i beni più preziosi e ingombranti dai balconi, la ripresa con il drone si allarga sempre di più mostrando l’intero palazzo e rivelando l’eccezionale scelta del luogo da parte di Ladj Ly, che riesce a gestire questa difficile sequenza con la capacità da grande regista.
Picture
​Non è l’unica grande intuizione del film. Quando stiamo conoscendo il personaggio di Pierre (Alexis Manenti) il sindaco ad interim messo là per tappare il buco creato dalla morte del suo predecessore, Ladj Ly decide di risaltare l’ideologia politica conservatrice dell’uomo attraverso un commento calcistico (non razzista, ma tecnico) su Benzema, attaccante di origine algerina dunque francese di seconda generazione, un eccezionale modo per rappresentare un pensiero politico.

Probabilmente ha la sfortuna di venir dopo Les Misérables, che diceva le stesse cose e meglio. Gli Indesiderabili vive un po’ a sprazzi e non sempre è perfettamente equilibrato, ma la pellicola riesce lo stesso a mostrare quanto potente sia il cinema di Ladj Ly e con quanta esigenza possiamo attendere le sue future opere.

​Di Saverio Lunare

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