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GLORIA!

RECENSIONE

GLORIA!

Quante compositrici talentuose si sono dimenticate o perse nel tempo? Quanta musica non è mai arrivata alle nostre orecchie e quanti talenti sono stati ostracizzati?

Margherita Vicario, cantautrice, attrice e ora anche regista, si è posta queste domande, ricercando tra i libri le storie dimenticate di voci femminili inascoltate del passato e da questa ricerca nasce Gloria! un film sulla sulla creatività e sulla sovversione delle regole che, non a caso, sovverte le regole del tempo (con un poco d’ingenuità ma sicuramente con vitalità e sentimento).

​Con un cast peculiare (Galatea Bellugi, Carlotta Gamba, Veronica Lucchesi dei La Rappresentante di Lista, Elio e Paolo Rossi) l’esordio di Margherita Vicario si fa perdonare all’istante delle sottotrame poco approfondite e dei picchi drammatici mancati, poiché ciò che c’è di sorprendente (nonché il vero focus della pellicola) è solo e unicamente la musica.

​Teresa infatti è una giovane orfana di un istituto veneziano di fine Settecento, non si esprime a parole (tanto da essere chiamata “la muta”) ma la sua voce diverrà presto quella di un pianoforte nascosto, con cui sperimenterà generi anacronistici e sovversivi per l’epoca, generando curiosità nelle sue compagne.
Picture
Margerita Vicario come in un nuovo Maria Antonietta (Sofia Coppola) realizza un film che seppur ambientato nel passato sprizza Pop da tutti i pori, e non è tanto il cosa è raccontato (la musica) ma il come questa è messa in scena.

In Gloria! infatti, la musica è ovunque e ogni elemento (filmico e non) diventa una nota musicale su uno spartito immaginario, un ritmo cinematografico che travolge la regia, il montaggio ed i movimenti degli attori in campo. E così anche il flusso di un ruscello, una scopa che ramazza, un lenzuolo sbattuto di un bucato, una clessidra capovolta e persino una lettera di suicidio diventano note musicali che messe insieme risuonano attraverso melodie volutamente anacronistiche, volte a sottolineare la rottura delle regole e la creatività soppressa però, in quelle quattro mura d’istituto.

Gloria! è un film che trasmette la sensazione di essere sentito con tutto il cuore, pieno di soluzioni sonore che arrivano prima di quelle visive, in un film in cui il “sentire” diviene la prerogativa principale. Sentire sé stessi ed esprimere ciò che si ha dentro (in questo caso la musica) come atto rivoluzionario e non sentire chi di questa libertà vuole privarti.

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Di Simona Rurale

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