GRAND TOUR
Se all’inizio del XX secolo l’Oriente cambiava le persone, con lo scorrere del tempo la gerarchia si è ribaltata. Adesso sono le persone ad aver cambiato l’Oriente, ad aver occidentalizzato posti che un tempo erano colmi di spiritualità e incontaminati dalla globalizzazione dell’Ovest.
Per riflettere su questo, il regista portoghese Miguel Gomes, decide di mettere in scena due viaggi: prima quello di Edward (Gonçalo Waddington) e successivamente quello di Molly (Cristina Alfaiate). L’uomo si rifugia in Oriente per sfuggire alla futura moglie (Molly, appunto) e vivrà esperienze riconducibili alla visione orientalista dell’uomo occidentale. ”Orientalismo” è il modo con cui l’Europa ha da sempre rappresentato “l’Oriente” (inteso come tutto ciò che non sia Occidente), modalità ridefinite e teorizzate dal rivoluzionario saggista Edward Said.
Il secondo viaggio, quello di Molly, ripercorre inizialmente le orme del futuro marito per poterlo raggiungere, ma successivamente deraglierà in esperienze e conoscenze diverse, che porteranno la donna a una fine imprevista, ma che hanno segnato il suo “Grand Tour” rendendolo un vero viaggio personale.
Per riflettere su questo, il regista portoghese Miguel Gomes, decide di mettere in scena due viaggi: prima quello di Edward (Gonçalo Waddington) e successivamente quello di Molly (Cristina Alfaiate). L’uomo si rifugia in Oriente per sfuggire alla futura moglie (Molly, appunto) e vivrà esperienze riconducibili alla visione orientalista dell’uomo occidentale. ”Orientalismo” è il modo con cui l’Europa ha da sempre rappresentato “l’Oriente” (inteso come tutto ciò che non sia Occidente), modalità ridefinite e teorizzate dal rivoluzionario saggista Edward Said.
Il secondo viaggio, quello di Molly, ripercorre inizialmente le orme del futuro marito per poterlo raggiungere, ma successivamente deraglierà in esperienze e conoscenze diverse, che porteranno la donna a una fine imprevista, ma che hanno segnato il suo “Grand Tour” rendendolo un vero viaggio personale.
Il racconto parallelo dei due amanti, ambientato all’inizio del Novecento, viene alternato da immagini del presente scandite da una voce narrante che racconta alcune delle esperienze che, prima Edward e poi Molly, vivono nel loro viaggio. Ed è qui che l’analisi di Gomes si realizza: quando queste immagini scorrono, non possiamo fare almeno di notare la differenza tra l’Oriente del passato e quello attuale, con in evidenza brand di vestiti occidentali, comportamenti riconducibili a quelli del Vecchio Continente e un’influenza da parte della colonizzazione (non fattuale, ma teorica) degli Stati Uniti d’America nel resto del Pianeta.
La grandezza del film di Miguel Gomes sta nella sua capacità di rimanere costantemente in equilibrio nel pericoloso e scivolosissimo limbo tra visione orientalista e l’attrazione spirituale verso quei posti, un tempo così puri, ma che adesso non ci sembrano più così distanti. Equilibrio che resta sempre intatto grazie all’atmosfera magica della pellicola, così anticonvenzionale rispetto al racconto cinematografico odierno.
Grand Tour è un viaggio all’inizio della globalizzazione, tocca allo spettatore scegliere se questa ha portato più benefici avvicinando sempre di più i poli estremi del Globo; o se ha portato più svantaggi, appiattendo il mondo per farlo sembrare sempre più simile all’Occidente.
Di Saverio Lunare
La grandezza del film di Miguel Gomes sta nella sua capacità di rimanere costantemente in equilibrio nel pericoloso e scivolosissimo limbo tra visione orientalista e l’attrazione spirituale verso quei posti, un tempo così puri, ma che adesso non ci sembrano più così distanti. Equilibrio che resta sempre intatto grazie all’atmosfera magica della pellicola, così anticonvenzionale rispetto al racconto cinematografico odierno.
Grand Tour è un viaggio all’inizio della globalizzazione, tocca allo spettatore scegliere se questa ha portato più benefici avvicinando sempre di più i poli estremi del Globo; o se ha portato più svantaggi, appiattendo il mondo per farlo sembrare sempre più simile all’Occidente.
Di Saverio Lunare