HOURIA - LA VOCE DELLA LIBERTÀ - speciale biografilm 2023
Houria - La voce della libertà: un titolo che esprime già l’intenzione della regista Mounia Meddour. Parlare di libertà.
La libertà di Houria che prova mentre danza, la libertà che le viene strappata quando subisce una grave aggressione, la libertà che vorrà riconquistare attraverso un lungo processo di guarigione, non solo fisica ma soprattutto mentale. E poi la libertà di un paese: l’Algeria. Un paese che non è fatto per Houria e non è fatto per le donne.
Houria dopo il trauma dell’aggressione perde la voce e sprofonda in un mutismo post-traumatico, come a dire che l’unico modo che aveva per esprimersi era la danza e se perde quella perde l’unico modo che ha per comunicare. Ma è anche un modo per rappresentare tutte quelle donne che in un paese oppressivo sono state messe a tacere, isolate, umiliate. Così, durante il percorso riabilitativo, Houria incontra altre donne che come lei hanno subito un trauma e con loro - come sorelle unite dall’orrore - proverà a risbocciare esprimendo sé stessa con l’unica cosa che le è concessa: il proprio corpo.
La libertà di Houria che prova mentre danza, la libertà che le viene strappata quando subisce una grave aggressione, la libertà che vorrà riconquistare attraverso un lungo processo di guarigione, non solo fisica ma soprattutto mentale. E poi la libertà di un paese: l’Algeria. Un paese che non è fatto per Houria e non è fatto per le donne.
Houria dopo il trauma dell’aggressione perde la voce e sprofonda in un mutismo post-traumatico, come a dire che l’unico modo che aveva per esprimersi era la danza e se perde quella perde l’unico modo che ha per comunicare. Ma è anche un modo per rappresentare tutte quelle donne che in un paese oppressivo sono state messe a tacere, isolate, umiliate. Così, durante il percorso riabilitativo, Houria incontra altre donne che come lei hanno subito un trauma e con loro - come sorelle unite dall’orrore - proverà a risbocciare esprimendo sé stessa con l’unica cosa che le è concessa: il proprio corpo.
Nonostante il mutismo di Houria, Mounia Meddour realizza un film tutt’altro che silenzioso. La musica, che domina tutto il film, diventa fonte di creatività, gioia e ribellione in un paese privo di giustizia e istituzioni. In questa Algeria dilaniata alcune donne tentano di ritrovare il loro spazio, di riappropriarsi della loro individualità, e lo fanno collettivamente. La voce di Houria (che è il suo corpo) diviene la voce di tutte le donne che l’hanno persa, o non l’hanno mai avuta.
Incredibile come, nonostante i temi fortemente politici e militanti, il film della regista algerina non abbia la pesantezza dei problemi che tratta, al contrario, concentrandosi sul microcosmo di Houria riesce a cristallizzare nel suo corpo tutta la lotta e l’impegno politico di cui vuole parlare. Quello stesso corpo che è stato oggettivato, maltrattato e oppresso, ora diviene simbolo di resistenza in un paese in cui la libertà la si ricerca nel mare, trovando troppo spesso la morte.
Di Simona Rurale
Incredibile come, nonostante i temi fortemente politici e militanti, il film della regista algerina non abbia la pesantezza dei problemi che tratta, al contrario, concentrandosi sul microcosmo di Houria riesce a cristallizzare nel suo corpo tutta la lotta e l’impegno politico di cui vuole parlare. Quello stesso corpo che è stato oggettivato, maltrattato e oppresso, ora diviene simbolo di resistenza in un paese in cui la libertà la si ricerca nel mare, trovando troppo spesso la morte.
Di Simona Rurale