HOW TO HAVE SEX
L’esordio di Molly Manning Walker affonda la sua narrazione nell’esperienze estive di tre ragazze che partono per una vacanza alla ricerca del divertimento, di avventure sessuali (che per Tara, la protagonista, sarebbe la prima volta) e di relazioni personali con altri ragazzi.
How to Have Sex sfrutta la forza visiva creata dalla regista, che è perfettamente conscia di ciò che sta mostrando, per descrivere le sensazioni dei personaggi e le loro sfumature. Perché, la cosa che risalta di più nella pellicola, è la capacità della Walker di differenziare i protagonisti; ognuno ha una determinata esperienza e si atteggia verso il prossimo in maniera diversa, ciò che più li accomuna è l’essere parte di una generazione oppressa dal performare, che sia a scuola o a letto, che sia nella vita lavorativa o nelle relazioni.
How to Have Sex sfrutta la forza visiva creata dalla regista, che è perfettamente conscia di ciò che sta mostrando, per descrivere le sensazioni dei personaggi e le loro sfumature. Perché, la cosa che risalta di più nella pellicola, è la capacità della Walker di differenziare i protagonisti; ognuno ha una determinata esperienza e si atteggia verso il prossimo in maniera diversa, ciò che più li accomuna è l’essere parte di una generazione oppressa dal performare, che sia a scuola o a letto, che sia nella vita lavorativa o nelle relazioni.
Performare è anche l’obiettivo di Tara (Mia McKenna-Bru), o meglio, è ciò che a Tara viene chiesto. Lei è l’unica delle tre a non aver ancora perso la verginità e la sola che non ha superato gli esami scolastici, questa vacanza è l’occasione giusta per Tara di fare sesso per la prima volta, ma è davvero il momento giusto e, soprattutto, è reale la volontà della ragazza?
Le intenzioni politiche della regista si rivelano efficaci in quanto riesce a descrivere puntualmente i caratteri dei personaggi, i loro comportamenti e cosa provano, senza mai scadere nel retorico. How to Have Sex è un coming of age atipico, perché la “maturità” che la protagonista dovrebbe raggiungere attraverso il sesso per attraversare il confine che intercorre tra adolescenza ed età adulta, è una maturità imposta dalla società e mai ricercata. La regista realizza un’opera capace di non condannare nessuno ma in grado muoversi nello spazio dell’ambiguità di colpevolezza e responsabilità collettiva.
Di Saverio Lunare
Le intenzioni politiche della regista si rivelano efficaci in quanto riesce a descrivere puntualmente i caratteri dei personaggi, i loro comportamenti e cosa provano, senza mai scadere nel retorico. How to Have Sex è un coming of age atipico, perché la “maturità” che la protagonista dovrebbe raggiungere attraverso il sesso per attraversare il confine che intercorre tra adolescenza ed età adulta, è una maturità imposta dalla società e mai ricercata. La regista realizza un’opera capace di non condannare nessuno ma in grado muoversi nello spazio dell’ambiguità di colpevolezza e responsabilità collettiva.
Di Saverio Lunare