IL MALE NON ESISTE - SPECIALE VENEZIA 80
Il male non esiste perché fa tutto parte delle leggi della natura secondo Ryusuke Hamaguchi.
Una piccola comunità di montagna vive serenamente lontana dalla città, quando due funzionari di Tokyo sono incaricati di presentare agli abitanti un progetto per la costruzione di un campeggio. Da subito è chiaro ai locali che il progetto non tiene conto delle loro esigenze e del delicato ecosistema con la quale convivono. Il progetto presentato andrà ad inficiare l’impianto idrico locale, inquinando parzialmente l’acqua degli abitanti.
“Chi si trova in cima al monte ha delle responsabilità nei confronti di coloro che sono a valle” spiega il sindaco del paese. Non c’è immagine migliore di questa per descrivere il conflitto che emerge nel film di Hamaguchi che, con un’apparente semplicità, costruisce una storia stratificata di forze contrapposte fra loro: il capitalismo contro la sostenibilità, l’uomo contro la natura.
Una piccola comunità di montagna vive serenamente lontana dalla città, quando due funzionari di Tokyo sono incaricati di presentare agli abitanti un progetto per la costruzione di un campeggio. Da subito è chiaro ai locali che il progetto non tiene conto delle loro esigenze e del delicato ecosistema con la quale convivono. Il progetto presentato andrà ad inficiare l’impianto idrico locale, inquinando parzialmente l’acqua degli abitanti.
“Chi si trova in cima al monte ha delle responsabilità nei confronti di coloro che sono a valle” spiega il sindaco del paese. Non c’è immagine migliore di questa per descrivere il conflitto che emerge nel film di Hamaguchi che, con un’apparente semplicità, costruisce una storia stratificata di forze contrapposte fra loro: il capitalismo contro la sostenibilità, l’uomo contro la natura.
Un lungo carrello ci mostra, dal basso verso l’alto, i rami degli alberi sotto un cielo azzurro. L’inquadratura è lunga e lenta e fa intuire allo spettatore, sin dai primi minuti, davanti a che tipo di opera ci troviamo. I temi trattati infatti non sono di certo nuovi ma Hamaguchi, senza didascalismi, è in grado di costruire una storia poetica la cui forza risiede nelle immagini. La sua regia è capace di immergerti in uno stato meditativo, di osservazione della natura e soprattutto (altro tema centrale del film) ti induce a voler conoscere e rispettare la vita lontana dalla città. Il nostro sguardo (da cittadini civilizzati) combacia con quello dei funzionari addetti a spiegare il progetto per il camping, noi come loro dobbiamo ascoltare ed imparare dall’altro, soprattutto se ci troviamo in una situazione di potere.
Ma le leggi dell’uomo civilizzato non sovrastano quelle della natura impossibile da addomesticare, così sul finale, un colpo di scena inaspettato e brutale (ma sempre rappresentato con una delicatezza fuori dal comune) spiazza lo spettatore. Qualsiasi essere umano può diventare predatore o essere preda perché l’uomo, infondo, segue anch’egli le leggi primordiali della natura, e in essa il male non esiste.
Di Simona Rurale
Ma le leggi dell’uomo civilizzato non sovrastano quelle della natura impossibile da addomesticare, così sul finale, un colpo di scena inaspettato e brutale (ma sempre rappresentato con una delicatezza fuori dal comune) spiazza lo spettatore. Qualsiasi essere umano può diventare predatore o essere preda perché l’uomo, infondo, segue anch’egli le leggi primordiali della natura, e in essa il male non esiste.
Di Simona Rurale