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IN A VIOLENT NATURE

RASSEGNA BUIO

IN A VIOLENT NATURE - QUANDO LO SLASHER DIALOGA CON IL VIDEOGIOCO

Se l’estetica di Gus Van Sant nella “trilogia della morte” (Gerry, Elephant e Last Days) è finalizzata a descrivere socialmente una generazione americana, nell’esordio di Chris Nash, In a Violent Nature, l’estetica videoludica serve per ribaltare i molteplici cliché narrativi del genere, in un fantastico e innovativo contrasto tra “sperimentazione visiva” e (estrema) classicità narrativa.

Nei boschi dell’Ontario, il corpo in decomposizione di Johnny torna in vita quando un medaglione viene rubato da una torre antincendio. Lo spirito e il corpo dell’uomo seppellito da anni riemergono dalla terra con lo scopo di vendicarsi e riprendersi ciò che è suo.
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Una natura violenta è quella contaminata dall’uomo. Non a caso, una delle prime inquadrature del film è su una gabbia per orsi, finalizzata ad intaccare l’habitat dell’animale. In a Violent Nature, attraverso la più classica delle narrazioni da slasher (con tanto di stupidaggini compiute dalle vittime) riesce a teorizzare non soltanto il rapporto uomo-natura, con una fantastica idea del bosco come luogo immobilizzante, ma anche, e soprattutto, la violenza nell’audiovisivo. Che sia attraverso il distacco di una macchina da presa nel cinema o attraverso l’immedesimazione in prima persona tipica dell’estetica da videogame, il film di Chris Nash ci mostra il lato ludico del genere.

Picture
Ed è così che un espediente tipico dei videogiochi diventa fondamentale anche nella narrazione cinematografica: due personaggi parlano di affari propri in lontananza e, man mano che il protagonista si avvicina, il dialogo aumenta d’intensità e l’interazione tra il nostro personaggio e gli altri si concretizzerà. Nessuno stacco di montaggio, nessuna transizione o raccordo, un sistema narrativo tipico dei videogiochi firmati Rockstar (GTA e Red Dead Redemption) e che Chris Nash decide di trasportare nel suo slasher, facendoci provare in prima persona l’esperienza di essere Johnny.

In a Violent Nature è il proseguimento naturale del fantastico prologo del capolavoro di John Carpenter Halloween. Se in quella straordinaria soggettiva eravamo nei panni di un giovane e disturbato Michael Myers, nel film di Chris Nash siamo in quelli di Johnny (non in soggettiva, ma seguiamo la sua nuca esattamente come un action-adventure videoludico) che uccide per riprendersi qualcosa che gli appartiene, in un comportamento non dissimile dagli animali feroci che uccidono per difendere il proprio habitat.

​Di Saverio Lunare


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