KINDS OF KINDNESS
Dopo il successo di Povere Creature! saranno gli amanti del Lanthimos degli esordi ad apprezzare Kinds of Kindness, un’opera che trae linfa dai primi lavori del regista greco, quando andava alla ricerca di un’asetticità formale mentre esplorava il lato più oscuro dell’essere umano nella maniera più cinica e macabra possibile. (Dogtooth, Alps, The Lobster)
Il tema portante ritorna anche qui. Per Lanthimos l’essere umano costruisce regole in modo arbitrario e per questo motivo si diverte a romperle, spiazzando lo spettatore. Toglie la superficie (come fece con Bella Baxter) del “buon costume” e così nei suoi film tutto può accadere creando disagio e turbamento.
Kinds of Kindness si dirama in tre storie diverse, in cui gli attori (Jesse Plemons, Willem Dafoe, Margaret Qualley ed Emma Stone) ****interpretano ogni volta un nuovo personaggio: un cannibale, una devota in una setta, un datore di lavoro un po’ troppo esigente, una pazza suicida, una donna in grado di resuscitare i morti, dei cani che prendono il posto degli esseri umani. Insomma, tutto è possibile e tutto è in funzione di stravolgere le regole sociali provocando shock nello spettatore, che di certo non può rimanere indifferente.
Il tema portante ritorna anche qui. Per Lanthimos l’essere umano costruisce regole in modo arbitrario e per questo motivo si diverte a romperle, spiazzando lo spettatore. Toglie la superficie (come fece con Bella Baxter) del “buon costume” e così nei suoi film tutto può accadere creando disagio e turbamento.
Kinds of Kindness si dirama in tre storie diverse, in cui gli attori (Jesse Plemons, Willem Dafoe, Margaret Qualley ed Emma Stone) ****interpretano ogni volta un nuovo personaggio: un cannibale, una devota in una setta, un datore di lavoro un po’ troppo esigente, una pazza suicida, una donna in grado di resuscitare i morti, dei cani che prendono il posto degli esseri umani. Insomma, tutto è possibile e tutto è in funzione di stravolgere le regole sociali provocando shock nello spettatore, che di certo non può rimanere indifferente.
Lanthimos (ormai è chiaro) ridicolizza le “maschere” che decidiamo di indossare per aderire a dei codici sociali e in queste tre storie (separate ma legate tematicamente) il regista si chiede dove siamo disposti ad arrivare per ricevere l’amore che cerchiamo disperatamente nelle persone sbagliate che, per l’appunto, ci impongono le loro regole manipolando il modo in cui vediamo il mondo.
Un cinico datore di lavoro che controlla ogni aspetto della vita privata di un suo dipendente, disposto persino ad uccidere per ricevere la sua approvazione, sentendosi perso e vuoto senza i suoi ordini; un uomo convinto che sua moglie non sia davvero sua moglie rendendola capace di qualsiasi cosa pur di far felice il marito (si, anche cucinargli il suo pollice); e infine una donna disposta a tutto pur di farsi perdonare un atto sessuale al difuori della setta di cui faceva parte. Nelle tre assurde storie presentate ci si può divertire a trovare la gentilezza indicata nel titolo: forse dopo le macabre, folli, azioni dei personaggi si cela sempre la speranza di ricevere amore e benevolenza in cambio.
Quel che è certo è che Lanthimos a girare Kinds of Kindness si è divertito e a tratti sente anche il bisogno di esplicitarlo attraverso gag surreali che sembrano uscite da un film di Quentin Dupieux (una cena con amici in cui ci si ritrova come se niente fosse sul divano, tranquillamente, a guardare i film porno girati insieme, una civiltà alternativa in cui i cani hanno preso il posto degli esseri umani e viceversa). Insomma, è labile il confine tra la provocazione sensata e quella un po’ autocompiacente ma del resto: “Sweet dreams are made of this”
Di Simona Rurale
Un cinico datore di lavoro che controlla ogni aspetto della vita privata di un suo dipendente, disposto persino ad uccidere per ricevere la sua approvazione, sentendosi perso e vuoto senza i suoi ordini; un uomo convinto che sua moglie non sia davvero sua moglie rendendola capace di qualsiasi cosa pur di far felice il marito (si, anche cucinargli il suo pollice); e infine una donna disposta a tutto pur di farsi perdonare un atto sessuale al difuori della setta di cui faceva parte. Nelle tre assurde storie presentate ci si può divertire a trovare la gentilezza indicata nel titolo: forse dopo le macabre, folli, azioni dei personaggi si cela sempre la speranza di ricevere amore e benevolenza in cambio.
Quel che è certo è che Lanthimos a girare Kinds of Kindness si è divertito e a tratti sente anche il bisogno di esplicitarlo attraverso gag surreali che sembrano uscite da un film di Quentin Dupieux (una cena con amici in cui ci si ritrova come se niente fosse sul divano, tranquillamente, a guardare i film porno girati insieme, una civiltà alternativa in cui i cani hanno preso il posto degli esseri umani e viceversa). Insomma, è labile il confine tra la provocazione sensata e quella un po’ autocompiacente ma del resto: “Sweet dreams are made of this”
Di Simona Rurale