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KNEECAP

RECENSIONE

KNEECAP - SPECIALE BIOGRAFILM 2024

​Una delle metafore più note nel mondo hip-hop è quella del microfono come arma, molti rapper puntano il mic come se fosse una calibro 9. L’importanza dei testi, delle parole come proiettili. In Kneecap il rap è un’arma sociale, uno strumento per collegare una Nazione frantumata e per rivendicare quanto sia importante l’appartenenza culturale.
​
I Kneecap sono un gruppo rap natio di Belfast. Móglaí Bap, Mo Chara e DJ Próvaí Interpretano loro stessi in questo folle viaggio alle origini del gruppo diventato punto di riferimento per il movimento civile Nord Irlandese che si batte per salvaguardare il gaelico: la lingua madre locale.
Ancora una volta il rap come tramite, come genere musicale più diretto per parlare alla società della società. Rich Peppiatt utilizza una regia ispiratissima per mettere in scena l’origine del gruppo; attraverso svariati trip allucinogeni (eccezionale quello ricreato in stop motion) seguiamo la creazione musicale degli artisti, rivoluzionari in quanto i primi a rappare in lingua gaelica.
Picture
​Le sequenze più romanzate della pellicola sono sempre al servizio del racconto e in pieno stile Peppiat, con personaggi che vacillano tra l’assurda realtà e il grottesco più totale (la terrificante poliziotta monarchica). Un film estremamente politico, che come fanno i Kneecap (gruppo), raccontano la società divertendo. La pellicola sembra essa stessa a ritmo di rap, con una narrazione travolgente, che alterna momenti d’eccezionale tensione sociale a sequenze esilaranti (Mo Chara che non riesce ad avere rapporti sessuali se non con ragazze fedeli alla monarchia inglese ad esempio).

Prima Fatih Akin con il suo incredibile Rheingold (2022), ora Rich Peppiat con Kneecap, paradossalmente il meglio del nuovo cinema a tema hip-hop parla esclusivamente la lingua europea.

​Di Saverio Lunare

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