LA SALA PROFESSORI
Ancora una volta l’ambiente scolastico è un microcosmo che descrive la società. Così come in La Classe (2008) di Laurent Cantet, vincitore della Palma d’Oro, e nel film vincitore di Orizzonti all’ultima edizione del Festival del cinema di Venezia: Explanation for Everything (2023) diretto da Gábor Reisz, anche nel film di İlker Çatak la scuola e le dinamiche che vengono a crearsi nei rapporti tra professori e alunni o, tra colleghi insegnati, rappresentano il rapporto che ogni essere umano ha con il potere istituzionale.
Candidato agli Oscar come miglior film in lingua straniera, La sala professori è ambientato interamente nelle mura scolastiche: Carla (Leonie Benesch) è una professoressa dalle idee progressiste e che mette sempre al primo posto il dialogo con i propri alunni. Gli equilibri scolastici verranno messi in duro repentaglio a causa di piccoli furti commessi da ignoti.
İlker Çatak è interessato ad analizzare le gerarchie interne del microcosmo, per farlo utilizza un MacGuffin, che farà scattare nei protagonisti reazioni e atteggiamenti rivelatori. Tutti saranno colpevoli di commettere errori, in una catena che porterà presto a scardinare quelle gerarchie che sembravano ben definite.
Candidato agli Oscar come miglior film in lingua straniera, La sala professori è ambientato interamente nelle mura scolastiche: Carla (Leonie Benesch) è una professoressa dalle idee progressiste e che mette sempre al primo posto il dialogo con i propri alunni. Gli equilibri scolastici verranno messi in duro repentaglio a causa di piccoli furti commessi da ignoti.
İlker Çatak è interessato ad analizzare le gerarchie interne del microcosmo, per farlo utilizza un MacGuffin, che farà scattare nei protagonisti reazioni e atteggiamenti rivelatori. Tutti saranno colpevoli di commettere errori, in una catena che porterà presto a scardinare quelle gerarchie che sembravano ben definite.
Con una regia mai statica, ma sempre al servizio della tensione creata dal plot, La sala professori riesce a colpire nel segno lo spettatore, lo fa grazie a delle dinamiche che, seppur a volte estremizzate, sono incredibilmente funzionali a descrivere la società, con tutte le sue imperfezioni e disparità. Ogni avvenimento nel film è ben delineato e ricco di sfumature, questo grazie ad una sceneggiatura complessa da scrivere, che partendo da un semplicissimo arco narrativo, si dirama in varie letture sociali.
Nel film di İlker Çatak non importa la verità, non importa chi ha ragione e chi no. Probabilmente ciò non è realmente importante nemmeno per i protagonisti della pellicola, l’unica cosa che conta è la reazione di chi ha il potere e di chi invece da esso è oppresso.
Di Saverio Lunare
Nel film di İlker Çatak non importa la verità, non importa chi ha ragione e chi no. Probabilmente ciò non è realmente importante nemmeno per i protagonisti della pellicola, l’unica cosa che conta è la reazione di chi ha il potere e di chi invece da esso è oppresso.
Di Saverio Lunare